Destra e sinistra, la definizione più chiara
ROMA. E' uscito per la prima volta nel 1994: un libro scarno dal titolo «Destra e Sinistra», autore Norberto Bobbio. In realtà un piccolo grande saggio destinato a diventare ben presto uno dei volumi più controversi, più discussi, più dibattuti nel mondo politico e anche una guida del popolo ulivista, o almeno di una sua larga parte.
Le prime due edizioni hanno conosciuto una incredibile fortuna. Più di trecentomila copie vendute in Italia. Diciannove traduzioni. Centinaia di recensioni e saggi. Addirittura altri libri scritti in risposta alle argomentazioni di Bobbio. Fino alla terza edizione arricchita da un saggio introduttivo e da aggiunte che ne raddoppiamo la mole, con il filosofo che si interroga sulle ragioni di un di un cosi travolgente e imprevisto successo. La spiegazione, si risponde lui stesso, sta proprio nel carattere assai controverso dell'oggetto in questione. Ma da dove prende le mosse la riflessione di Bobbio? «Mai come oggi - si legge nella presentazione del libro edito da Donzelli - la tradizionale distinzione del campo politico è stata tanto contestata. Mai come oggi, d'altro canto, la scena politica di gran parte del mondo è stata dominata dall'idea di una polarizzazione tra due schieramenti che lottano accanitamente tra di loro. Dunque destra e sinistra esistono ancora. Come si può sostenere, allora, che hanno perduto il loro significato? E se un un significato ancora lo hanno, questo significato qual è?». Nell'ultima edizione viene ribadita a chiare lettere l'essenza più intima della distinzione: essa consiste nel diverso atteggiamento che le due parti, destra e sinistra, mostrano nei confronti dell'idea di uguaglianza. Naturalmente, eguaglianza e disuguaglianza sono concetti relativi: nè la sinistra pensa che gli uomini siano in tutto eguali, nè la destra pensa che essi siano in tutto diseguali. Ma coloro che si proclamano di sinistra, secondo la tesi del libro, danno maggiore importanza ai modi di attenuare e ridurre i fattori della diseguaglianza, mentre coloro che si proclamano di destra sono convinti che le diseguaglianze siano un dato ineliminabile.