Scossa politica, se ne vanno 46 sindaci


VOGHERA. Ha le proporzioni di un terremoto politico, perchè rischia di azzerare un'intera classe dirigente. Alle elezioni amministrative della primavera prossima sono interessati 63 Comuni oltrepadani su 147 diretti al voto. Di questi 47 sindaci sono giunti almeno al secondo mandato, quindi non sono rieleggibili. Tra i sindaci in 'scadenza" figurano anche nomi inossidabili, come Carlo Bolognesi ed Elio Berogno. Il decano dei sindaci (35 anni di amministrazione a Canevino) è però Luigi Chiesa.
Chiesa, dopo quei 35 anni, secondo la legge del 1993 non può più essere sindaco. Una fortezza, il paese di Canevino, che altri, non si sa se con facilità, potranno espugnare.
La chance della candidatura è garantita invece ad un pugno di sindaci: Giovanni Carvani (Albaredo Arnaboldi), Giuseppe Zanellini (Borgoratto Mormorolo), Eddy Latella (Bressana Bottarone), Silvana Milanesi (Campospinoso), Riccardo Fiamberti (Canneto Pavese), Lorenzo Sanelli (Casanova Lonati), Egidio Sarchi (Castana), Bruno Chiapparoli (Cecima), Renato De Santis (Cervesina), Angelo Arnoldi (Corvino San Quirico), Silvano Bozzo (Pietra De Giorgi), Giuseppe Villani (Pinarolo Po), Carlo Gandolfi (S. Margherita Staffora), Gianfranco Bensi (Silvano Pietra), Mario Anselmi (Torrazza Coste), Carlo Rovati (Verretto).
Mantiene dunque ben salda la sua posizione Riccardo Fiamberti, sindaco di Canneto Pavese, al primo mandato amministrativo. Fiamberti è un decano della politica: è stato candidato alla Camera per il Ppi, perdendo per pochissimi voti, è stato assessore e consigliere provinciale, candidato alla presidenza della Provincia, presidente provinciale della Coldiretti, segretario della Dc negli anni Novanta. Oggi è imprenditore agricolo.
Non sono altrettanto saldi in sella, nel senso che alle elezioni 2004 dovranno abbandonare, altri nomi noti, come Elio Berogno, sindaco di Godiasco dal 1975, presidente della Comunità montana dallo stesso anno e facente funzioni dall'anno prima; Francesco Meazza, da quindici anni primo cittadino di Montalto Pavese, prima assessore provinciale, capogruppo di maggioranza in Comunità montana, presidente dell'Associazione partigiani d'Italia. E ancora: non può ricandidarsi Luigi Fabbri, senatore di Forza Italia, per lo steso partito coordinatore provinciale e responsabile nazionale degli enti locali; Giovanni Rebasti, sindaco a Lirio da almeno 20 anni, candidato per il Ccd alle ultime elezioni provinciali; Maurizio Visponetti, sindaco da due mandati a Stradella, prima candidato alla presidenza della Provincia per l'Ulivo, ora anche consigliere provinciale (Margherita). Nemmeno Carlo Bolognesiresterà alla guida di S. Giuletta. Sindaco dal '90, Bolognesi è stato assessore provinciale all'Agricoltura, ed anche in precedenza aveva occupato la poltrona di primo cittadino a S. Giuletta. Come lui, pure Pierachille Lanfranchidovrà salutare i suoi elettori di Fortunago. Lanfranchi, sindaco dal 1975, esponente Anci e presidente Upal, è dirigente in Provincia e presidente dell'assemblea Comunità montana. Infine Giovanni Andrinilascerà la guida di Valverde, perchè sindaco da due legislature. Anche Andrini aveva tentato la corsa a Piazza Italia.

Donatella Zorzetto