Pediatria conquista spazi in ospedale

VOGHERA. Pediatria sgomita (ci sia passata l'immagine), si fa largo, conquista spazi vitali in ospedale. A scapito del reparto «gemello» di Ostetricia e ginecologia che dai due piani originari viene accorpata in un solo piano, tranne le sale parto e la nursery. Una ristrutturazione che si concretizzerà entro i prossimi due mesi. In modo indolore? Formalmente si, nelle stanze dei bottoni si sprecano i sorrisi e le frasi di compiacimento. Ma la «base», ovvero il personale infermieristico di Ostetricia, sembra essere meno entusiasta. E il sindacato si fa portavoce di perplessità e scetticismi che persistono.
«Non siamo del tutto convinti della bontà assoluta di questa operazione - spiega Sandro Vaccari, Cisl sanità - Resta lo scetticismo sull'immediata efficacia delle soluzioni promesse dall'azienda per il potenziamento del personale». Il sindacato ha chiesto almeno due ostetriche in più. Alle perplessità per cosi dire istituzionali, si aggiungono i mugugni della «base», per l'accorpamento di Ostetricia che riduce gli spazi a disposizione, in uno scenario caratterizzato da croniche carenze di organico. La prospettiva cambia radicalmente, se vista nell'ottica dei dirigenti ospedalieri. «Il riassetto garantirà un'organizzazione più razionale - sottolinea il direttore sanitario, Domenico Vlacos - e permetterà di valorizzare le potenzialità di un reparto, quello di Pediatria, guidato da un primario di assoluto valore professionale». Il primario in questione è Donata Bruschi, subentrata a Silvia Zaverio, ora in pensione dopo la lunga «militanza» vogherese. Allieva del professor Rondini, di cui è stata per anni il vice alla Patologia neonatale del San Matteo, la dottoressa Bruschi ha spinto fin dall'atto del suo insediamento per assicurare spazi maggiori al reparto. «Pediatria - spiega - ha potenzialità notevoli che vanno valorizzate. C'è un dato significativo: nell'unità operativa da me diretta, nascono ogni anno 1.250 bambini, una cifra non lontana da quella del San Matteo. Lo sforzo di Pediatria deve essere, dunque, quello di offrire il più alto livello di assistenza possibile. Certo, i neonati più gravi verranno ancora trasferiti alla Patologia neonatale, ma Voghera deve essere sempre più autonoma». Ci sono carenze di personale? «Manca un medico, su un organico di otto più il primario - precisa la pediatra - ma la situazione dovrebbe essere presto sbloccata. Ho chiesto anche 4 infermiere professionali e l'azienda si sta sta adoperando per soddisfare anche questa richiesta. Voghera e Broni coprono un bacino di utenza notevole. Con i primari di Ostetricia, Aspesi a Voghera e Scarabelli a Broni, c'è un ottimo rapporto e una collaborazione che in futuro diventerà sempre più stretta». (r.lo.)