Il governo non chiederà la restituzione degli aumenti alle coppie di pensionati al minimo


ROMA.Ci sarà una sanatoria. Lo assicura il ministro del Lavoro Roberto Maroni dopo l'incontro con i sindacati. La sanatoria riguarderà i tremila, secondo lui, famiglie di pensionati che eccedono i 516 euro mensili, sanatoria «che già fece il governo Prodi per un analogo caso». Secondo le parole di un'interpellanza Ds alla Camera, i pensionati coinvolti che dovrebbero la restituzione all'Inps sarebbero invece 65.000. Stando all'interpellanza, ci sarebbe una decisione dell'esecutivo che «ha fatto pressioni sull'Inps» per accelerare l'erogazione della maggiorazione determinando il limite reddituale familiare per il quale ora s'impone la revisione. Maggiorazione che avrebbe dovuto coinvolgere nelle promesse del governo circa 6 milioni di pensionati. Appena un terzo della platea che avrebbe dovuto avere gli aumenti li ha effettivamente avuti.
Maroni ha esplicitamente detto ai giornalisti che i sindacati non hanno fatto, a proposito della ventilata sanatoria, alcuna richiesta. «Non c'è e non ci sarà alcuna richiesta di restituzione da parte dell'Inps» ha assicurato Maroni e ha definito «frutto di pura demagogia» la sollevazione del problema. Il problema del reddito coniugale eccedente era stato avanzato da un articolo del Corriere della Sera che rilevava la revoca delle pensioni che andavano oltre il limite di quasi 6000 euro annuali imposto dalle norme. Lo stesso articolo diceva che erano alcune decine di migliaia le pensioni a rischio di taglio.
Maroni che parla a nome del governo, e non sembra temere smentite, assicura che «intende intervenire per risolvere il problema sollevato modificando il limite del reddito coniugale». Quanto sarebbe avvenuto «è un fenomeno fisiologico nel sistema: le verifiche dell'Inps non possono che essere successive», aggiunge il ministro, in polemica con quanti dicevano che qualsiasi restituzione sarebbe stata ingiusta e inopportuna.
«Se è vero che il ministro Maroni vuole aumentare la platea dei beneficiari - commenta Betty Leone, segretario Cgil - fino a raggiungere i 6 milioni degli aventi diritto è giunto il momento di fare atti concreti. Altrimenti dovremo prender atto che siamo di fronte all'ennesima promessa»

Antonella Fantò