Tom Cruise arriva a Roma in versione Samurai

ROMA. Arriva a Roma Tom Cruise in versione Samurai e scopre la cultura del Giappone in fondo non lontana da quella della sua amata Scientology. L'attore è da ieri nella capitale, dove si è trattenuto solo un giorno, per presentare «L'ultimo samurai», nelle sale da venerdi distribuito dalla Warner Bros. Ieri sera, dopo gli incontri stampa cui parteciperanno anche il regista Edward Zwick e gli attori Kew Katanabe e Hiroyuki Samada, Cruise è volato a Madrid, sempre per la promozione del film, accompagnato dalla sorella e dalla fidanzata Penelope Cruz.
Nel film Cruise interpreta Nathan Algren, eroe di guerra sconvolto dal rimorso di una strage, che si ritrova in Giappone ad addestrare truppe nipponiche e soprattutto a conoscere un mondo nuovo che alla fine lo redimerà. «Sono stato totalmente affascinato dal Giappone - ha detto l'attore parlando del suo impatto con il paese del Sol Levante - L'ho trovato estatico. La gente mi ha affascinato e ho subito voluto saper di più della loro storia e di come vivono». Cruise, famoso per la scrupolosità nell' interpretare i ruoli che gli vengono affidati sembra che per questo film abbia superato se stesso lavorandoci quasi tre anni. Ha sempre negato però di aver faticato per questo ruolo più degli altri, ma ha poi ammesso: «Mi ci è voluto circa un anno per essere capace fisicamente di affrontare questo ruolo. Amo e sono sempre orgoglioso di fare qualcosa bene; non sono proprio capace di fare niente cosi come viene». Sembra poi che Cruise abbia apprezzato molto gli ideali di coraggio e sacrificio di questi guerrieri: «Questi valori sono molto importanti per me. Mi piacciono perchè erano degli artisti del loro tempo, educati a essere dei leader e comandare, ma anche a aiutare la gente. Sono rimasto sconvolto quando ho letto che il Bushido (la via del Samurai) è compassione. Se non c'è qualcuno da aiutare, dicono i giapponesi, il Samurai deve uscire per cercare qualcuno che abbia bisogno del loro aiuto: una cosa che ispira un po' anche la mia vita». Sulla ricerca di una pace interiore, altra caratteristica dei questi sacerdoti guerrieri, Cruise sembra abbia trovato poi ispirazione e aiuto nella sua pratica di Scientology: «Sono un adepto di Scientology e questo mi ha aiutato a trovare una pace interiore e una stabilità nella mia vita». Nel film pieno di scontri epici Cruise ha anche rischiato la vita in un duello: «Stavo puntando la spada al collo di Tom - ha raccontato Sanada - e quando il cavallo meccanico si è rotto ho rischiato di tagliargli la testa. Ho fermato la mia lama a tre centimetri dal suo collo».