LA RISPOSTA ROSSONERA
Niente fuga giallorossa. E che risposta dal Milan. La sfida scudetto dell'Olimpico non trova Totti tra i grandi protagonisti ed è marchiata a fuoco dalla doppietta di Shevchenko, per molti Pallone d'oro morale per la messe di gol nel 2003 e per il rigore decisivo di Manchester. Si accontenterà del grazie di Ancelotti, l'ucraino. Anche se tutto il Milan ha affrontato la partitissima con piglio e autorità addirittura sorprendenti. Spazzando via in una volta sola - in quella più importante - ruggini e dubbi seguiti alla delusione della coppa Intercontinentale. La Roma, messa sotto sul piano del gioco, ha fallito l'occasionissima per la prima vera fuga. Il campionato resta aperto. E il Milan nel recupero con il Siena del 28 gennaio potrà agganciare il primo posto. Sorride anche la Juve opaca del Delle Alpi. I bianconeri si ritrovano a soli tre punti dalla vetta e la crisi o crisetta di inizio inverno prima o poi sfumerà. Con tanti gol, un Baggio favoloso, il quartetto Perugia-Lecce-Empoli-Ancona che va alla deriva e pure qualche schiaffone volato in tribuna a San Siro tra le opposte fazioni - i Vieristi e gli anti-Bobo, cosa pensavate! - , il primo turno del 2004 ha detto cose interessanti. C'è l'Inter, ad esempio, che ha in Cruz un giocatore in stato di grazia. Il gol su punizione al Lecce è una perla, poi ecco la solita sostituzione. E' andata meglio che a Kiev e all'Olimpico con la Lazio, ma vien sempre da chiedersi il perché. Forse il Giardiniere, la miglior combinazione nell'Inter attuale tra doti tecniche e di sacrificio per la squadra, tra tante presunte stelle è anche il più «comprensivo».