Afghanistan, bombe contro la Costituzione
KANDAHAR.Ad appena due giorni dall'approvazione della nuova Costituzione in Afghanistan, ieri una potente esplosione nei pressi di una base militare a Kandahar ha provocato la morte di almeno quindici persone ed il ferimento di un'altra trentina. Tra le vittime si contano diversi bambini, forse otto. L'«attacco terroristico», come l'hanno subito definito le autorità afghane, viene interpretato dagli osservatori come la micidiale risposta dei taleban all'approvazione della nuova carta fondamentale del paese approvata due giorni or sono dalla Loya Jirga (la Grande assemblea) a Kabul. Ma una fonte dei miliziani taleban ha smentito ogni coinvolgimento della guerriglia nell'attentato. «E' stato un atto di crudeltà e di barbarie» ha detto il presidente afghano Hamid Karzai aggiungendo che l'attentato non farà che rafforzare «la nostra determinazione a combattere il terrorismo». E, in effetti, la dinamica dell'esplosione rivela la volontà di fare il maggior numero possibile di vittime. Un testimone oculare ha spiegato che «in un primo momento un bambino è rimasto ferito in seguito ad una piccola esplosione e, quando i passanti si sono fatti attorno al piccolo per prestargli soccorso, è esplosa una bomba più potente». Un sistema subdolo al quale i terroristi avevano già fatto ricorso nel settembre del 2002 quando decine di persone accorse per aiutare le vittime di una bomba a Kabul furono uccise da una seconda, più micidiale esplosione. Proprio in quella sanguinosa giornata, lo stesso presidente Karzai sfuggi miracolosamente ad un attentato allorchè alcuni uomini armati fecero fuoco contro la sua vettura. La zona dell'esplosione di ieri Kandahar è stata subito circondata ed isolata da una cinquantina di soldati americani ed afghani che hanno proceduto all'arresto di una persona sospettata di aver avuto un ruolo nell'attentato. Kandahar, nell'Afghanistan meridionale, è stata la roccaforte dei taleban che, dopo la guerra che ha portato al rovesciamento del loro regime, hanno dichiarato la Jihad (guerra santa) contro i militari stranieri e contro i soldati del nuovo esercito afghano.