Uffici pubblici, un tourbillon
CASTEGGIO.Il prossimo trasloco della sede comunale, uno dei progetti in programma per il 2004, sa di ritorno al passato. Prima di essere collocato nell'attuale edificio, infatti, il Municipio casteggiano si trovava già presso palazzo Carena.
Ora, dopo un restauro durato diversi mesi, è quasi pronto per ospitare nuovamente gli uffici amministrativi e non solo.
«Nella nuova sede del Comune saranno riservati locali anche per il comando della polizia municipale - aveva spiegato Lorenzo Callegari, sindaco di Casteggio - In questo modo la cittadinanza avrà un sicuro punto di riferimento cui rivolgersi. La nostra amministrazione ha sempre creduto fortemente nell'opportunità di recuperare palazzo Carena. Siamo felici di averlo ristrutturato e consegnato nuovamente ai casteggiani». Senza dubbio riunire in una sola sede più servizi è una scelta che dovrebbe favorire l'utenza e gli stessi amministratori. Considerando che sino ad oggi i vigili urbani hanno occupato i locali dell'ex pretura, verranno a liberarsi alcuni spazi da destinare ad un'altra realtà presente sul territorio. Si tratta dell'Associazione Volontari Anziani che per il momento si trova in un cortile di piazza Cavour. Ma il 2004 promette anche altre innovazioni dal punto di vista logistico. «Nei nostri programmi, con il ritorno del Municipio a palazzo Carena, gli uffici e gli ambulatori dell'Asl si trasferiranno proprio dove ha sede il Comune attualmente - ha illustrato il primo cittadino casteggiano - Il distaccamento locale dell'Asl dovrebbe abbandonare l'immobile di via Monsignor Torta». Un autentico tourbillon di spostamenti, perciò, che in teoria dovrebbe agevolare in misura maggiore la cittadinanza. Inoltre da tempo il sindaco culla un progetto che potrebbe tramutarsi in realtà proprio grazie a questa serie di innovazioni. «In via Monsignor Torta si vorrebbe ampliare il centro di riabilitazione terapeutica per i ricoverati affetti da malattie psichiche. Offrendo una maggiore disponibilità di posti-letto, si cercherebbe di soddisfare i bisogni delle famiglie che hanno questo problema e che purtroppo devono far fronte alla carenza di strutture del genere presenti sul nostro territorio». (s.d.).