Siccità, la Regione chiede la calamità


BRESSANA. Quattro mesi dopo l'estate torrida che ha messo in ginocchio l'agricoltura, da Milano parte la segnalazione di 'evento eccezionale" per la siccità che tra la tarda primavera e la fine di ottobre ha causato danni alla produzione per più di 22 milioni di euro. La cifra è contenuta del dossier inviato dalla Regione al ministero delle politiche agricoe linsieme alla richiesta di inserire la provincia di Pavia tra quelle che hanno diritto al risarcimento per i danni della siccità alle produzioni.
I 57 comuni che l'assessorato regionale all'agricoltura ha inserito nella lista di quelli maggiormente colpiti dalla siccità sono tutti in Oltrepo e in valle Staffora: segno che sono questi i due territori della provincia di Pavia che hanno pagato il prezzo più caro ad un anno disastroso dal punto di vista climatico, segnato soprattutto dalla siccità che si è prolungata dalla tarda primavera fino alla fine di ottobre, quando ormai gran parte dei raccolti erano compromessi.
I dati contenuti nel dossier inviato dalla Regione al ministero per il riconoscimento dello stato di eccezionalità (quello che consentirà in seguito alle singole aziende di presentare le richieste di risarcimento al fondo nazionale di solidarietà) sono sconcertanti: a livello regionale il danno è stato stimato in poco più di 178 milioni di euro, mentre in Oltrepo la somma supera i 22 milioni di euro, quasi 45 miliardi di vecchie lire. A dare l'idea di come la siccità abbia colpito duro, però è la percentuale di danno in rapporto alla produzione lorda vendibile, ovvero il fatturato delle aziende agricole. Per quanto riguarda questo indicatore, l'Oltrepo è in testa alla classifica delle zone più colpite con un danno del 43 per cento, di fatto la metà della produzione, paragonabile in Lombardia soltanto ai danni subiti dalla provincia di Como. Le coltivazioni più colpite sono quelle maggiormente diffuse tra la fascia litoranea del Po e quella collinare della valle Staffora: mais, soia, frumento, orzo, foraggio, girasole, barbabietola, patate, coltivazioni orticole e in parte anche frutteti e vivai.
«Sulla base di questi dati - commenta l'assessore regionale all'agricoltura Viviana Beccalossi - la Regione ritiene che ricorrano condizioni tali da giustificare l'eccezionalità dell'evento calamitoso e chiedere un intervento al ministero».
La richiesta della Regione al ministero per il riconocimento di eccezionalità della siccità estiva, in ogni caso, è solo il primo passaggio per l'ottenimento dei risarcimenti dopo la raccolta dei dati da parte delle associazioni agricole. Ora il ministero dovrà valutare la richiesta regionale ed emettere un decreto che tornerà a Milano. Da questo punto in poi la Regione potrà raccogliere le singole richieste di risarcimento.
Un iter lungo e complesso che, mediamente, fa passare almeno due anni tra l'evento calamitoso e l'effettivo risarcimento (comunque parziale) dei danni subiti dalle aziende agricole.

Stefano Romano