Rai, festa dimezzata
ROMA. Nuovo braccio di ferro ai vertici delle tv pubblica. Lucia Annunziata ha disertato la presentazione in pompa magna organizzata a Milano dal direttore generale Rai, Flavio Cattaneo, dell'avvio della fase sperimentale del digitale terrestre, insospettita dalla eccessiva fretta del dg di lanciare i nuovi canali made in Rai. In una lettera inviata al Cda la presidente di «garanzia» che pure si era battuta in passato in favore della rivoluzione digitale, parla di «eccessiva e scorretta» enfasi da parte del Cda nell'anticipare il debutto.
Annunziata lascia intendere che si sia trattato di un favore fatto a Maurizio Gasparri, desideroso di dimostrare, dopo la sonora bocciatura incassata da Ciampi alla sua riforma, che la rivoluzione del digitale è dietro l'angolo e non una chimera attesa per il 2012, come prevedono le opposizioni.
«Il nostro compito, scrive Annunziata ai consiglieri, è quello di attuare le indicazioni del capo dello Stato non solo dal punto di vista tecnologico ma anche da quello editorial-imprenditoriale».
In serata Lucia Annunziata, a Roma, ha rincarato la dose: 'Spero di rappresentare anche coloro che sono assenti" e ha ricordato Baldassarre, Cappon, Celli, Emiliani, Siciliano, Zaccaria, Moratti, Arbore, Fede, Costanzo, Carrà, Ventura, Fazio, Santoro, Chiambretti e Mina: 'Un po' non sono potuti venire, un po' non sono voluti venire".
Se il ministro delle Comunicazioni, in prima fila con tutto il gruppo dirigente leghista, lascia cadere le accuse di Annunziata - 'è un giorno di festa, lascerei perdere" - i sospetti della presidente vengono rilanciati dai sindacati Rai e dalle opposizioni. «Tecnologicamente evoluta ma politicamente asservita: questa è l'immagine che la Rai ha voluto dare di sè con il lancio simbolico del digitale terrestre», accusa il segretario dell'UsigRai, Roberto Natale. «Il direttore generale farebbe bene a riflettere sulle parole del presidente della Repubblica che nel massaggio alle Camere aveva sottolineato che pluralismo e imparzialità dell'informazione non potranno essere conseguenza automatica del progresso tecnologico», aggiunge Natale.
«C'è ben poco da festeggiare, mentre a Milano si magnifica un futuro ancora tutto da scrivere a Roma i redattori della nostra testata vivono un presente che non autorizza ottimismo nè trionfalismo», recita un comunicato di Rainews 24 paventando il declino del canale. Durissimi i commenti delle opposizioni. «Rattrista vedere che il 50º anniversario della Rai si sia trasformato in un Maurizio Gasparri show» dichiara Paolo Gentiloni. Il responsabile informazione della Margherita consiglia il ministro di «mettere sul tavolo le sostanziali modifiche alla sua legge chieste dal messaggio di rinvio del presidente della Repubblica» invece di dedicarsi ai palcoscenici televisivi.
«Bene ha fatto l'Annunziata a disertare la cerimonia divenuta uno spot propagandistico dell'ala più oltranzista, dalla Lega a Gasparri, del govermo Berlusconi», rincara il diessino Fabrizio Morri.