Precipita l'aereo dei turisti: 148 morti
ROMA. È durato solo due minuti il viaggio di ritorno dalle vacanze di Capodanno per i turisti - quasi tutti francesi - del volo charter FSH604. Due minuti e poi la tragedia. Il Boeing 737 della compagnia egiziana Flash Airlines, appena decollato dall'aeroporto egiziano di Sharm el Sheikh, si è inabissato poco prima dell'alba a Naama Bay, la famosa baia del Mar Rosso dove si affacciano buona parte degli alberghi di grido.
Niente da fare per chi era a bordo del charter, 135 passeggeri e 13 membri dell'equipaggio, questi ultimi tutti egiziani.
I turisti erano in gran parte vacanzieri francesi, famiglie e tanti bambini che avevano deciso di trascorrere il Capodanno al mare nel Sinai.
Assieme a loro, anche una marocchina e una giapponese. Esclusa dalle nostre autorità consolari al Cairo la presenza di italiani a bordo del velivolo.
A organizzare il soggiorno a Sharm era stata la Fram, uno dei tour operator più importanti in Francia, che attendeva il ritorno dei turisti per ieri mattina alle 9 a Parigi, dopo uno scalo al Cairo. All'aeroporto di Roissy, però, il volo FSH604 non è mai arrivato, e per i parenti in attesa, dopo la conferma del disastro aereo, è iniziato lo strazio, condiviso anche dai parenti dei membri dell'equipaggio in cerca di notizie presso la sede della Flash Airlines, al Cairo.
Escluso subito l'attentato terroristico come causa di una tragedia in cui non si conta un sopravvissuto.
Le autorità egiziane e francesi ritengono che a causare la caduta del velivolo, che aveva meno di dieci anni di vita, siano stati problemi di natura tecnica.
Lo ha affermato il ministro dell'aviazione civile del Cairo, Ahmed Shafik, precisando che l'aereo ha avuto dei problemi subito dopo il decollo, ha cercato di tornare indietro ma, non avendo ancora preso quota, non è riuscito a raggiungere l'aeroporto ed è precipitato nelle acque a sud dello scalo. Anche il capo della diplomazia egiziana Ahmed Maher ha sottolineato che l'incidente non è stato «assolutamente dovuto a un atto terroristico».
Una dichiarazione dovuta, visto che da almeno dieci giorni l'intero pianeta vive uno stato d'allerta senza precedenti riguardante proprio i voli passeggeri.
E che a Sharm non si trova soltanto il presidente egiziano Hosni Mubarak, raggiunto già ieri mattina telefonicamente dal suo omologo francese Jacques Chirac per fare il punto della situazione. In vacanza a Sharm c'è anche il premier britannico Tony Blair assieme alla famiglia.
C'è però qualcuno, tra i tanti italiani presenti in questo momento a Sharm, che si ritiene un vero e proprio miracolato. Sono i turisti imbarcatisi venerdi, prima da Torino e alla sera dall'aeroporto veneziano Marco Polo su quello stesso Boeing 737 della Flash Airlines per andare a passare una vacanza in quella che viene considerata una località balneare monopolizzata dagli italiani. Sul velivolo lo stesso equipaggio perito nell'incidente di ieri e che, invece, li aveva fatti arrivare sani e salvi a Sharm alle 2 di notte.
Poco meno di tre ore dopo, il suono sordo dell'aereo precipitato in acqua, proprio di fronte alle tre unità navali italiane ancorate a Naama Bay, presenti a Sharm nel quadro della Forza Multinazionale d'Osservazione (FMO), istituita subito dopo gli accordi di Camp David per supervisionare la situazione nel Sinai tra Egitto e Israele. Sono state proprio le nostre navi per prime a recuperare i corpi. Il mare ha per ora restituito solo pochi resti, assieme a bagagli e rottami del velivolo. Per inciso, i turisti «miracolati» di Venezia torneranno in Italia con un volo Neos. Lo ha fatto sapere la Alpitour che ha organizzato il loro soggiorno. La presenza dei francesi a Sharm aveva avuto, nell'ultimo anno, una vera e proprio impennata, specialmente dopo l'attentato terroristico di Casablanca, che aveva dirottato una parte di vacanzieri dal Marocco all'Egitto.