Intossicati dalla stufa a gas, sono gravi

OTTOBIANO. Hanno respirato per ore il monossido di carbonio, sprigionato da una stufa a metano difettosa: la dottoressa Tullia Carnemolla, 46 anni, titolare dello studio veterinario di via Matteotti, e il suo compagno Giuseppe La Marca, 50 anni, operaio - la coppia vive a Vigevano - sono stati sottoposti al trattamento in camera iperbarica all'ospedale di Fidenza (Parma). Sono stati soccorsi ieri verso le 14.30: è stata la dottoressa a chiamare il 118, quando per primo il suo compagno si è sentito male.
Il medico rianimatore del 118 ha valutato le condizioni di entrambi, decidendo il trasferimento al policlinico San Matteo di Pavia, dove i primi accertamenti hanno evidenziato una forte intossicazione da monossido. Con una percentuale di 'carbossiemoglobina" pari a circa il 30 per cento nel sangue dell'operaio, e di poco meno del 20 per cento in quello della dottoressa. Una quantità elevata: per poter fare un paragone, una percentuale del 4-5 per cento (come può accadere per un forte fumatore) è già considerata a rischio.
Quando ha chiamato il 118, comunque, Tullia Carnemolla non stava ancora male, mentre il suo compagno era già in condizioni critiche. Entrambi comunque avrebbero respirato monossido (che è totalmente inodore) fin dal mattino, a causa di un stufa difettosa che produceva una quantità di sostanza tossica non molto elevata, ma costante. Lo studio medico di via Matteotti 9 è suddiviso in due locali: uno più grande, riscaldati da due stufe e uno più piccolo, dove c'è una terza stufa, quella difettosa. In questa stanza la dottoressa e il suo compagno, che è rimasto a tenerle compagnia mentre lavorava, hanno trascorso ieri la maggior parte del tempo. I clienti che sono entrati e usciti con gli animali da visitare, non sono rimasti nello studio abbastanza tempo per venire intossicati.
Quando sono arrivati gli operatori del 118 - un'ambulanza della Croce d'Oro di Sannazzaro e l'automedica di Pavia - anche la dottoressa comunque aveva iniziato a sentirsi male. Durante le operazioni di soccorso, in ogni caso, sia lei che il suo compagno non hanno mai perso conoscenza.
Dopo gli accertamenti effettuati dal medico rianimatore del 118, al momento del rendez- vous con i soccorritori, e poi al policlinico San Matteo di Pavia, la prognosi è stata riservata.
Disponendo quindi il trasferimento all'ospedale di Fidenza dei due pazienti, per il trattamento in camera iperbarica. Almeno fino a ieri sera, il medico veterinario e il suo compagno - che sono residenti a Vigevano, in via Pescatora - erano considerati in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita.
Appurato che si trattava di intossicazione da monossido, è stato chiesto l'intervento dei vigili del fuoco, che sono partiti con una squadra da Pavia alle 16. Il rilevatore di monossido installato nei locali di via Matteotti ha rilevato una percentuale nell'atmosfera di 31 parti per milione. Sempre per fare un paragone, rimanendo soltanto un'ora in una stanza con una percentuale di 50 parti per milione, si finisce in camera iperbarica. Ieri pomeriggio in via Matteotti sono intervenuti anche i tecnici dell'Asl e i carabinieri della stazione di San Giorgio: la stufa difettosa è stata sequestrata.
Per la cronaca: l'unico animale presente nello studio veterinario quando sono arrivati i soccorritori, era il gatto soriano bianco e marrone della dottoressa Carnemolla. Il micio (anche lui un po' disorientato) è stato preso in consegna da un collega della dottoressa, per gli opportuni accertamenti. (a.m.)