I cinque scogli sulla via del Cavaliere
Archiviato il semestre della sua fallimentare presidenza europea, senza troppo rimpianto, perché a Berlusconi l'Europa interessa molto poco, comincia il semestre che conta davvero per il presidente del Consiglio. E' ricco di scadenze importanti che possono risultare decisive sia per il governo che per la stessa persona di Berlusconi.
La prima in ordine di tempo, è la verifica di fine gennaio, forse addirittura un temuto rimpasto oppure, se le trattative andranno male, addirittura un governo Berlusconi 2.
Qualcosa di più grave farà la sua comparsa in febbraio quando la Corte Costituzionale deciderà della costituzionalità, in tutto o in parte, del cosiddetto «lodo Schifani» che ha sospeso i processi in corso al presidente del Consiglio quando erano già molto vicini alla sentenza. Berlusconi sa di rischiare molto.
Eventualmente superato questo altro ostacolo, e approvato dal Parlamento il decreto «salva Rete4», diventerà imperativo riscrivere quasi da cima a fondo la legge Gasparri, seguendo le osservazioni del presidente della Repubblica. Al proposito, il problema è enorme perché Berlusconi tenta quantomeno di mantenere intatto il suo potere mediatico, che la prima versione della legge gli avrebbe addirittura consentito di aumentare, poi di dribblare le osservazioni di Ciampi, sapendo che dietro l'angolo sta un probabile ricorso alla Corte Costituzionale, e in definitiva di non risolvere il conflitto d'interessi che è la fonte materiale del suo potere politico.
A fronte di queste scadenze, le successive sono all'acqua di rose, quasi in discesa, una benvenuta scampagnata. E' vero che nelle elezioni amministrative, Forza Italia ha sempre qualche problema poiché è poco radicata sul territorio, fa fatica a trovare candidati all'altezza delle sfide e con le loro richieste, gli alleati, in particolare la Lega Nord, complicano le battaglie. E' anche vero, però, che, con un po' di potenza mediatica, salvo una sconfitta, che sarebbe roboante, a Bologna, lo scoglio delle amministrative potrebbe essere superato con un ridimensionamento che Berlusconi cercherà di definire «fisiologico».
L'ultimo appuntamento è il più delicato, con grandi rischi, ma anche opportunità: le elezioni per il Parlamento europeo. In elezioni che coinvolgono tutto l'elettorato nazionale e che gli consentono, seppur truffaldinamente (se eletto non potrebbe comunque andare al Parlamento europeo) di essere candidato in tutte e cinque le circoscrizioni e di fare campagna su se stesso con il dispiegamento (per l'ultima volta?) di tutto il suo impero televisivo, Berlusconi ha molte speranze di andare bene. Però, Berlusconi troverà come avversario la lista unitaria del centro-sinistra/Ulivo, forse addirittura con il suo antagonista, Romano Prodi, a capolista.
Se Berlusconi venisse battuto in elezioni di questo tipo, le conseguenze sul suo governo e, persino, sulla legislatura, sarebbero certamente enormi. Dopo un semestre fallimentare, un altro fallimento sarebbe difficile da digerire, persino per l'ottimista Berlusconi.