Brescia, tutti a casa i turisti bloccati per giorni dalla neve
BRESCIA.Gli ospiti ben lieti di andarsene e gli albergatori intenzionati a sollecitare la richiesta dello stato di calamità da parte delle istituzioni. E' lo stato d'animo nelle ore successive alla riapertura della ex statale 669 tra Valdorizzo e Croce Domini, dopo quattro giorni di chiusura per il rischio di slavine. Con alcune microcariche di esplosivo le slavine sono state fatte scendere, poi la strada che porta al Gaver è stata pulita e riaperta. Solo dopo la riapertura della strada, gli ospiti della località sciistica, alcune centinaia provenienti da Brescia, ma anche da Parma, Cremona, Ferrara, sono potuti ripartire nel pomeriggio, dopo una vacanza forzata di quattro giorni. Intorno alle 14, prima della riapertura della strada della Valsabbia, c'è stato anche qualche momento di tensione perchè un genitore con i figli voleva ripartire a tutti i costi. A bloccare i turisti nei pressi dell'albergo ci hanno pensato le forze dell'ordine. «Ci siamo sentiti un po' come dei carcerati» ha detto Zeno Marca dell'albergo Blumonbreack. Tra gli ospiti degli alberghi, sollievo per la possibilità di tornare e qualcuno ha ritenuto un provvedimento eccessivo la chiusura della strada a causa del pericolo di slavine. Ma molti hanno accettato di buon grado il prolungamento, anche se sono saltati alcuni programmi per la notte di San Silvestro. Del resto, per queste giornate supplementari nella zona del Gaver, gli albergatori hanno anche organizzato 'ciaspolade", come sono chiamate in dialetto bresciano le passeggiate con racchette da neve.
Tra i più tesi ieri, comunque, i genitori con i bambini piccoli. Ne sa qualcosa un padre che è stato costretto a tenere a bada i figlioletti che volevano a tutti i costi la mamma, rimasta a casa, in una lontananza che si è prolungata ben oltre il previsto. I più arrabbiati erano però gli operatori turistici della zona che quest'anno avevano investito parecchio in pubblicità per un rilancio che aveva avuto anche un buon riscontro in termini di prenotazioni. «Ora - dicono - non sarà semplice convincere i turisti del fatto che questa è una zona sicura. Un metro di neve da noi è sempre caduto e non è mai successo niente di grave, basta liberare le strade». Alla locanda Gaver si punta esplicitamente l'indice contro l'eccessiva enfasi, a detta degli albergatori, data al problema delle slavine e alle eventuali ripercussioni sul turismo, mentre all'albergo Campras sono quantificate in 70 le prenotazioni saltate per la chiusura della strada. Ma qualcuno in attesa della riapertura della strada per salire c'era già. E cosi dieci turisti che mercoledi, non potendo raggiungere il Gaver, hanno pernottato a Bagolino, hanno deciso di rinviare di 24 ore, a stasera il tradizionale cenone. Capodanno di liberazione anche per i due giovani speleologi triestini Davide Crevatin ed Elisabetta Stener, rimasti isolati per sei giorni in un bivacco in alta quota sul monte Canin, in provincia di Udine. E' stato un elicottero del 118 a riportarli a valle.