Per la pace un nuovo ordine mondiale
CITTA' DEL VATICANO.Di fronte «alle situazioni di ingiustizia e di violenza che opprimono varie zone del globo», davanti alle tante guerre, spesso dimenticate, che insanguinano la Terra, «diventa sempre più necessario costruire insieme vie per la pace», è «indispensabile educare alla pace». Nella Giornata mondiale per la pace, Giovanni Paolo II ricorda al mondo che è urgente e necessario «formare le coscienze alla cultura della pace». Senza lasciarsi scoraggiare, «senza cedere alla tentazione della sfiducia», anche dove le condizioni appaiono «drammatiche», come in Terra Santa.
Per questo il papa ha evidenziato con forza che «sempre più si avverte la necessità di un nuovo ordinamento internazionale, che metta a frutto l'esperienza e i risultati conseguiti in questi anni dall'Organizzazione delle Nazioni Unite». Un ordinamento che aiuti a costruire «la civiltà dell'amore», che solo può portare una «pace autentica e duratura».
Nel primo solenne appuntamento dell'anno nella Basilica di San Pietro, Giovanni Paolo II è apparso in buone condizioni, ha letto con voce chiara tutto il testo dell'omelia e ha assistito in ginocchio ai riti della consacrazione officiati dal cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato e dal card. Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace.
Che il 2004 sia «per tutti un anno di prosperità e di pace», è l'augurio con cui Giovanni Paolo II ha aperto l'omelia rendendo «grazie a Dio per questo nuovo anno».