Acquisti di Natale, il bilancio è magro

TORTONA.Le feste natalizie non hanno costituito quel momento di rilancio in ambito commerciale tanto atteso dall'Unione Commercianti: in città, specie nel centro storico, è stata notata meno gente che negli anni scorsi. «Non ho ancora sentito i rappresentanti delle varie categoria merceologiche - dice il presidente dell'Unicom, Luciano Bergaglio - ma senza ombra di dubbio le vendite non sono andate come speravamo. La presenza dei grossi centri commerciali ha danneggiato i piccoli commercianti. Mi è giunta notizia che molti tortonesi hanno preferito fare i loro acquisti natalizi all'Outlet di Serravalle Scrivia».
Il bilancio, insomma, è negativo. Un'analisi molto dettagliata sul momento-no del commercio tortonese è stata effettuata da Giancarlo Daffochio, commerciante e presidente dell'associazione «Pro Tortona», costituita in gran parte da operatori locali: «Le categorie merceologiche che si sono salvate dalla debacle sono quelle alimentari, le pasticcerie, soprattutto. Male tutti gli altri, perché in certi negozi si vendono prodotti a prezzi troppo elevati per le tasche dei consumatori. La gente infatti, a quanto mi risulta, ha acquistato soprattutto generi a prezzi contenuti. Per questo, gioiellerie, negozi di calzature e di altri generi non hanno avuti gli incassi che ci si aspettava». Insomma, colpa della crisi e degli stipendi troppo bassi. Il problema però, secondo Daffonchio, non è solo dei prezzi: «C'era meno gente in giro rispetto agli altri anni - conclude - Lo abbiamo visto tutti. Noi di Pro Tortona abbiamo cercato di fare qualcosa per attirare persone, ma ormai non basta più fare degli spettacoli sporadici, è necessario un grande progetto di rilancio per la città. Un progetto globale che coinvolga tutte le categorie, le associazioni, il Comune e soprattutto la gente, che va dove c'è maggiore convenienza. Non solo per gli acquisti nei negozi, ma anche per i servizi, come le assicurazioni, i conti correnti bancari e molte altre cose. Noi punteremo molto sul nostro 'Progetto convenienza", sperando di spuntare sconti e servizi a prezzi competitivi».
Angelo Bottiroli