Sars, un caso in Cina
PECHINO. Un uomo sospettato di aver contratto il virus della Sars è attualmente ricoverato in un ospedale della provincia di Guangdong, nel sud della Cina. Ne ha dato notizia un ufficiale sanitario, precisando che l'uomo non è un medico nè un dipendente dell'ospedale.
Con più di 5300 casi accertati e 349 decessi la Cina è stato il paese più toccato dall'epidemia di Sars, a partire dalla sua apparizione nel novembre 2002. Ma, se il nuovo caso sospetto venisse confermato, si tratterebbe del primo a distanza di mesi dall'ultimo registrato in Cina. L'ultimo paziente era stato infatti dimesso dall'ospedale nello scorso mese di agosto. Lo scorso 17 dicembre era stato il ministero della Sanità di Taiwan a confermare l'esistenza di un caso di Sars riguardante un ricercatore di 44 anni, rimasto probabilmente contagiato nel laboratorio di un ospedale militare di Taipei.
Subito sono scattati i controlli anti-Sars disposti dal ministro della Salute Girolamo Sirchia (foto) negli scali internazionali di Milano Malpensa e di Roma Fiumicino. Riguardano per ora solo i passeggeri che arrivano in Italia con volo diretto dalla Cina. Ne sono esclusi dunque passeggeri che partono si dal Paese asiatico con destinazione Italia ma fanno scalo, e dunque cambio di aeromobile, in altri aeroporti prima di varcare i confini del territorio italiano. Nessuna indicazione - spiega Diego Petriccione, responsabile dell'ufficio della Sanità aerea di Fiumicino - è stata infatti data a proposito di questi passeggeri alle autorità aeroportuali di Milano e Roma dal ministro della Salute, che da ieri mattina ha riattivato attraverso personale della Protezione Civile i 'filtri" anti-Sars. E ieri la misura preventiva ha riguardato l'unico volo diretto dell'Air China che da Pechino arriva a Roma con scalo a Milano Malpensa, che costituisce la prima porta d'ingresso in Italia per il volo CA939. Una volta che i controlli della temperatura corporea dei passeggeri sono stati effettuati nello scalo lombardo, e una volta inoltre che è stato compilato un apposito questionario, chi deve proseguire per Roma si reimbarca sullo stesso aereo arrivato da Pechino e con quello prosegue il viaggio fino alla tappa finale dove - spiega ancora Diego Petriccione - a quel punto non è più necessario ripetere la verifica della temperatura corporea nè tantomeno compilare un nuovo questionario. Per gli esperti tedeschi comunque non c'è il rischio di una nuova epidemia. La ricomparsa di singoli casi dopo un'epidemia è un fatto normale, secondo l'Istituto Bernhard-Nocht di Amburgo specializzato in medicina tropicale.