Crolla l'impalcatura Ucciso un operaio
PALERMO. La speranza di trovarlo ancora in vita è durata due ore. Filippo Piano, un operaio di 31 anni, sposato e padre di due figli, è rimasto ucciso ieri mattina nel crollo di un'impalcatura per il rifacimento della facciata di un palazzo di 12 piani.
La tragedia è avvenuta in una delle zone residenziali della città. Il manovale è precipitato dall'ultimo piano, finendo sepolto sotto una montagna di tubi metallici e lamiere. E' rimasto invece ferito, senza gravi conseguenze, Domenico Abbate, 29 anni, cognato della vittima. Sul posto sono arrivati altri operai dell'impresa che stava eseguendo i lavori di rifacimento della facciata del palazzo, assieme ai familiari della vittima e del ferito. Alla vista di quanto è accaduto il padre di Piano ha avuto un malore ed è stato soccorso dai medici che erano sul posto. «Mio marito - ha raccontato Giusi Abbate, 24 anni, moglie della vittima - si trovava al lavoro per caso. Era tornato a Palermo da Lamezia Terme dove sta effettuando alcuni lavori con una ditta che ha vinto l'appalto per il rifacimento della stazione. Per guadagnarsi 40 euro è venuto a lavorare in questo palazzo». La donna, capelli biondi e un corpo minuto, ha assistito alle operazioni di ricerca e soccorso. Decine di poliziotti e carabinieri, assieme ai vigili del fuoco hanno tolto centinaia di pezzi di lamiera e tubi metallici per cercare di raggiungere il corpo dell'operaio, rimasto intrappolato sotto una gigantesca 'gabbia" di ferro. Gli inquirenti che hanno avviato l'inchiesta stanno ipotizzando le accuse di omicidio colposo e disastro colposo. Non vi sono persone indagate.