Si fa sparare per riconquistare la ex ma rischia di perdere la sessualità


ENNA. «Caccia al volatile». Cosi gli uomini della squadra mobile di Enna hanno chiamato l'operazione per scoprire la verità sulle ferite riportate da un impiegato di 27 anni di Piazza Armerina, provincia di Enna. In poche ore è venuta a galla una tragicommedia. E' stata la disperazione a spingere A. M. a compiere il gesto: farsi sparare per riconquistare l'amore della fidanzata perduta. E' avvenuto la notte di Natale, quando l'impiegato si è presentato in ospedale sanguinante. Una cinquantina di pallini da caccia conficcati tra la coscia e l'inguine. Ai medici l'uomo ha raccontato di essere stato ferito accidentalmente durante una battuta di caccia.
Noto in paese come organizzatore di serate di karaoke e appassionato di caccia, l'impiegato dopo anni di fidanzamento con una ventiduenne era stato abbandonato per il suo carattere violento. Cosi aveva pensato di riconquistare la donna fingendo un incidente di caccia, sicuro che la ragazza, mossa a pietà, sarebbe accorsa in ospedale. Il piano studiato lungamente, prevedeva un sicuro «lieto fine»: in corsia si sarebbe celebrata la riappacificazione. Le cose non sono andate come previsto: A. M. ora rischia di perdere la capacità sessuale e la fidanzata, terrorizzata dal gesto, giura di non volerlo mai più rivedere.
Per realizzare la messinscena A. M. aveva convinto un conoscente di 16 anni, psicolabile, a sparargli. Al ragazzo aveva detto che da invalido avrebbe trovato più facilmente un lavoro. Neppure l'inesperienza del sedicenne era sembrato un ostacolo all'impiegato. Sono bastate alcune lezioni di tiro. Dieci minuti in campagna.
Il giovane, che non aveva mai impugnato un'arma, alla fine è riuscito a sparare con il fucile calibro 12.
Al pronto soccorso, A.M. ha tentato di far credere di essersi ridotto in quello stato per una fatalità. Sono stati i medici dell'ospedale «Chiello» di Piazza Armerina, a non credergli. La storia dell'incidente di caccia non era verosimile. Una versione che poi non ha retto alle verifiche della polizia. Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti dell'impiegato negli ultimi due giorni e hanno scoperto che era stato quasi sempre in compagnia del sedicenne psicolabile. Interrogato per tutta la notte alla fine, A. M. è crollato e ha confessato. A confermare è stato poi il minorenne. «Prelevato» a casa il giorno di Natale dalla polizia ha subito raccontato come erano andati i fatti e cosa l'avesse spinto a sparare. Ma non solo il piano d'amore è fallito. Per A. M. e per il sedicenne ci sono anche guai giudiziari. Il ragazzo adesso è indagato per lesioni aggravate in concorso con l'impiegato al quale vengono contestati i reati di affidamento incauto di arma da fuoco a minore e istigazione a delinquere. I medici stanno valutando se eseguire un intervento per asportare uno dei pallini, conficcato in un testicolo dell'impiegato: l'operazione potrebbe compromettere la funzionalità dell'organo genitale. Oltre 50 i pallini conficcati tra l'inguine e la coscia già estratti dai medici dal corpo di A.M. La prognosi, comunque non è tragica: l'impiegato guarirà in 20 giorni.

d Valentina Errante