Motta Visconti, il giallo degli assessori

MOTTA VISCONTI.Continua la fase di incertezza in giunta. Dopo le dimissioni dell'assessore ai Servizi sociali della Lega Nord, ai primi di ottobre, la revoca delle deleghe da parte del sindaco Vecchio all'assessore ai Lavori pubblici Primo Paolo De Giuli, di Forza Italia, e le successive dimissioni di Enrico Arsoni (Forza Italia) dell'assessorato al Turismo e allo Sport, la giunta era rimasta con un solo assessore rispetto ai quattro previsti. Subito dopo Forza Italia aveva dichiarato che tutte le deleghe affidate ai suoi assessori venivano rimesse al sindaco. Di conseguenza sembrava che gli assessori che dovevano prendere il posto di De Giovanni ai Servizi sociali, cioè Maria Luisa Possi, e Antonino Ravenna, che doveva prendere il posto di De Giuli ai Lavori pubblici non avessero accettato. In questi giorni però il nuovo colpo di scena: pare che le cose non siano andate cosi, in quanto sia la Possi sia Ravenna sarebbero entrati in carica. I due sembrano avere accettato l'incarico. Alcuni dei partiti della maggioranza si aspettavano in questi giorni chiarimenti in merito alla situazione anomala della giunta, ma i chiarimenti da parte del sindaco non sono arrivati, e probabilmente non arriveranno neanche per la fine dell'anno in quanto il sindaco Vecchio in questi giorni è assente poichè si è recata in un paese del sud-est asiatico. Di conseguenza fino al suo rientro tutto rimane in alto mare.
Il prossimo consiglio comunale è fissato per il 29 dicembre: ci sono da rinnovare alcune convenzioni che scadono il 31 dicembre, come quella con la Croce Azzurra e con l'Esatri per il servizio di riscossione tributi. Ma il sindaco non parteciperà alla seduta perché assente da Motta Visconti.
Quindi ufficialmente la giunta rimane composta da un assessore, mentre ufficiosamente gli assessori sono tre. Una situazione strana che ha fatto arricciare il naso a molti partiti sia della maggioranza sia dell'opposizione. La «Lista civica per il nostro paese - centrosinistra» ha scritto un volantino in cui ironicamente denuncia la situazione che si è venuta a creare in Comune.
Simone Tornielli