«E' soltanto una bufala dei servizi americani»
PARIGI.Macchè attentato stile 11 settembre con un aereo Air France in rotta tra Parigi e Los Angeles: checchè ne dicano gli americani, per il governo Raffarin è un falso allarme. Nulla, assolutamente nulla è emerso a conferma del sospetto che Al Qaida preparasse un devastante attacco contro la metropoli californiana o Las Vegas tramite un volo della compagnia francese. «In base al principio di precauzione" e in risposta alle pressanti richieste dell'amministrazione Bush il primo ministro Jean-Pierre Raffarin ha preso la vigilia di Natale la clamorosa decisione di annullare sei voli dell'Air France tra Parigi e Los Angeles in calendario per il 24 e 25 dicembre, ma lo ha fatto soprattutto per mostrare buona volontà nei confronti degli Stati Uniti, con cui la Francia continua ad avere rapporti piuttosto burrascosi a causa del suo energico rifiuto della guerra in Iraq. I servizi segreti francesi sono stati scettici fin dall'inizio e rimangono scettici. Hanno indagato in lungo e in largo e sono giunti ad un'unica conclusione: quello dato dagli americani è un falso allarme. Non è stato trovato alcun passeggero potenzialmente sospetto tra quanti dovevano prendere i sei voli Air France annullati in fretta e furia. I bagagli sono stati tutti ispezionati con cura certosina e anche li nulla da segnalare.
Gli americani temevano in particolare che a bordo ci potesse essere un tunisino con la licenza da pilota pronto a prendere il controllo di un aereo e a usarlo come arma terroristica in un apocalittico bis dell'11 settembre ma la Dst (Direction de la surveillance du territoire, il servizio spionistico francese in prima linea in questo genere di cose) ha accertato che il maghrebino al centro dell'allerta è tranquillamente in patria, non aveva alcuna intenzione di prendere un volo da Parigi verso L.A. e non ci sono nemmeno prove certe sulla sua militanza in gruppi islamici radicali.
Funzionari della Dst hanno interrogato a lungo nove passeggeri del volo Air France AF068 che dovevano partire da Parigi per L.A. alle 13h35 del 24 (quattro americani, due tedeschi, un francese, un algerino e un belga) e li hanno poi rimessi tutti in libertà.
«Nulla di anormale è stato riscontrato», tagliano corto a Palazzo Matignon (il quartier generale del primo ministro, che è in vacanza nel natio Poitou e per questa delicata vicenda è rimasto in contatto con il presidente Jacques Chirac andato per Natale in Marocco).
In mancanza del benchè minimo indizio la procura di Parigi, molto attenta alla lotta contro il terrorismo, non ha neppure aperto un'inchiesta preliminare sulla vicenda.
«Tutte le verifiche fatte - ha spiegato un magistrato - non hanno portato a nulla. Non abbiamo individuato alcun passeggero con un profilo che possa autorizzare il sospetto di una sua appartenenza ad un movimento musulmano estremista».