«Volevamo una verifica Non ci hanno ascoltato»

PAVIA. Consigliere Solerte, perché l'altra sera avete deciso di far mancare il numero legale in consiglio comunale?
«La nostra decisione, che peraltro è stata condivisa da altri consiglieri comunali di maggioranza del gruppo Ds e Albergati, ha importanti motivazioni».
Motivazioni a parte, il sindaco Albergati vi ha accusati di aver provocato un gravissimo danno alla città.
«Al di là della retorica del sindaco e di alcuni componenti della giunta, rassicuriamo tutti quanti che non ci sarà alcun danno per la città. Magari questo è stato evitato proprio dalla mancata approvazione di un documento di bilancio assai sterile, privo di contenuti programmatici, non aderente alle esigenze sociali della città e garantista nei confronti di inadempienze evidenti: vedere per credere l'utile dichiarato da ASM e dalle società consorelle».
Una scelta improvvisa, un blitz, oppure un attacco studiato a tavolino?
«Da mesi chiediamo una verifica sulle risorse del Comune e sul controllo della spesa, e per risposta la giunta e una parte ristretta della maggioranza ci confezionano un bilancio blindato e di principio non emendabile. Dopo aver incassato la non procedibilità su tutti gli emendamenti ai lavori pubblici, il nostro gruppo ha dovuto, a distanza di poche settimane, subire una seconda ineffabile bocciatura su tutti gli emendamenti presentati al bilancio, dovendosi di fatto genuflettere alle condizioni da elemosina dell'accettazione di un ordine del giorno, ossia carta straccia come viene definita all'interno della macchina politico-amministrativa, di poche migliaia di euro da destinare alla spesa sociale».
Una motivazione sufficiente per far saltare la delibera amministrativa più importante dell'anno?
«Soltanto due consiglieri del nostro gruppo hanno lasciato l'aula al momento dell'appello e la matematica ci dice che venticinque meno due fa ventitrè consiglieri, un numero ampiamente sufficiente per portare a termine la seduta di consiglio comunale».
Non c'è stata alcuna possibilità di trattativa l'altra sera?
«Avevamo chiesto alla maggioranza e all'assessore al bilancio di riformulare il documento finanziario, ottenendo risposta negativa. Il 16 dicembre avevamo inviato al sindaco una lettera di chiarimento riformulando senza esito le nostre richieste in un incontro riservato il 19 dicembre. La risposta è stata ancora e per l'ennesima volta negativa.
In commissione c'era lo spazio per trovare una soluzione. Non crede?
«Anche durante la commissione economico-finanziaria dell'altra sera abbiamo ottenuto solo l'invito a votare nella stessa serata un bilancio che non condividevamo e che si discostava nella sostanza politica dalle stesse linee di programma del sindaco votate dalla maggioranza. Chiunque si fosse trovato nella nostra condizione avrebbe fatto la stessa cosa e cioè rimandare la discussione e la votazione sul bilancio dopo una revisione del medesimo e approvarlo senza precipitazione, con le dovute aggiunte migliorative. E' forse peccato aver fatto questo? Noi crediamo di no». (f. ma.)