Le aree di ricerca diventano due
PAVIA. Due aree di ricerca (invece delle attuali quattro); il passaggio di una delle tre Cliniche Mediche dalla gestione universitaria a quella ospedaliera; una razionalizzazione delle figure dirigenziali. Sono alcune delle novità contenute nel Poa, il Piano organizzativo aziendale del San Matteo che la giunta regionale dovrebbe approvare definitivamente all'inizio del 2004.
«Noi l'avevavamo presentato già nei mesi scorsi, ma la Regione ha preso tempo - spiega Azzaretti -. Cosi abbiamo deciso di inserire alcune novità suggerite dal decreto di riordino degli Irccs». Sul fronte assistenziale l'aspetto più importante riguarda il passaggio di una delle tre Cliniche Mediche dall'Università al Policlinico. «In questo modo - sottolinea il commissario - verranno liberate sei apicalità oggi occupate dagli universitari: sono posti dirigenziali che in futuro saranno occupati dagli ospedalieri». Un'altra modifica significativa riguarda le aree di ricerca: dalle attuali quattro (trapiantologia; malattie infettive; informatica medica; biotecnologie) si passerà a due. «Una scelta dettata dal decreto sugli Irccs», commenta Azzaretti. La prima area (insufficienza avanzata di organi e tessuti) riguarderà le malattie di cuore, polmone, fegato, pancreas, rene e le patologie emtaologiche curabili con trapianto di midollo osseo. Inoltre sono compresi: i trapianti d'organo, tessuti o cellule; le cellule staminali e riparazione tessutale; la biologia ed immunologia dei trapianti (nuove terapie antirigetto); immudepressione ed infezioni. L'altra area (malattie su base immunitaria) coinvolgerà questi settori di ricerca: malattie autoimmuni e da ipersensibilità; malattie da immunocompromissione (ricostituzione immunologica); malattie da alterata struttura ed espressione proteica; immunoterapia e meccanismi di escape immunologico e microbico; malattie da virus ed immunopatologia. «Nel quadro di una razionalizzazione dei servizi e del contenimento della spesa - aggiunge il commissario - saranno ridotte anche le aree dirigenziali: per il futuro ne sono previste non più di cinque. Sono tutti provvedimenti essenziali per garantire al San Matteo un grande futuro. Restiamo un ospedale inserito in una piccola città ed in una piccola provincia: per mantenerci ad alti livelli dovremo riuscire anche in futuro ad anticipare i nostri concorrenti». (s.re.)