Il Duomo e il lavoro, due pensieri di Natale
PAVIA. «Sono contento che la Regione, la Provincia e il Comune collaborino per restituire a Pavia un Duomo non solo più sicuro ma anche più bello. Inoltre, la realizzazione del Museo diocesano sarà un fatto importante per l'anima e la cultura della nostra città. Vedo che i lavori nella cattedrale procedono bene e sono certo che gli sforzi comuni produrranno risultati positivi». E' all'insegna dell'ottimismo l'ultimo messaggio di Natale del vescovo Giovanni Volta. Egli darà l'addio alla diocesi il 6 gennaio, festa dell'Epifania, nella concelebrazione alla chiesa del Carmine alle 18.
Nel tradizionale messaggio natalizio il vescovo Volta passa in rassegna alcune questioni che assillano il mondo, l'Italia e la diocesi di Pavia, ma il cappello introduttivo vuole essere all'insegna della fiducia. Di qui il punto da lui fatto, in termini ottimistici, sull'opera di ristrutturazione e risanamento del Duomo.
Israele e Palestina.
«Il mondo aspetta dal Natale soprattutto una buona novella riassumibile in una parola - dice il vescovo Giovanni Volta - Riconciliazione. Non si tratta di desiderare semplicemente il proprio bene. Ormai, a livello internazionale, il bene o è di tutti o è di nessuno. Una delle questioni che generano più inquietudine è quella israelo-palestinese, due mondi che si devono riconciliare. La grande prova che attende l'Occidentale è la capacità di crescere nello sviluppo rimanendo ricchi interiormente».
Ferite aperte a Pavia.
«Per quanto riguarda, in particolare, Pavia - continua il vescovo - ci sono ferite aperte da rimarginare. Non possiamo dimenticare chi rischia il posto di lavoro. Come affrontare lo sviluppo rimanendo noi stessi: ecco il problema, in una società in cui la velocità di trasformazione è impressionante. Ritengo molto positivo il dialogo nell'area del Mediterraneo promosso dall'Università di Pavia: la diffusione del sapere può diventare un'importante via di incontro tra i popoli, quindi di pace».
Studenti e ammalati.
«In questi giorni - continua il vescovo Volta nel suo messaggio di Natale - mi sono incontrato con parecchi studenti. E sempre più mi vien da pensare alla responsabilità della scuola. Se essa li aiuta a crescere avremo un futuro. La scuola non può limitarsi a impartire l'istruzione. Un tempo i giovani trascorrevano molto più tempo con la famiglia, con la parrocchia. Oggi, invece, la scuola li assorbe molto di più e questa è la ragione per cui aumentano le sue responsabilità».
«Sono andato a trovare gli ammalati - aggiunge il vescovo - Ho visto con piacere la trasformazione che si sta realizzando nella clinica Città di Pavia e nel policlinico San Matteo. Si cerca di camminare. Speriamo che anche il Santa Margherita faccia un passo avanti. Mi si stringe sempre il cuore tutte le volte che vado in visita all'istituto. Incontro bravi medici e infermieri, ma vedo anche una condizione di vita molto disagevole. E' da tanto tempo che la città attende un segnale dal Santa Margherita».
La cattedrale.
«Pavia - prosegue il presule - deve essere proiettata in avanti e non barricata in sè stessa. A proposito del Duomo, ho informazioni tranquillizzanti e ho potuto rendermi conto che i lavori procedono. Anche le ipotesi progettuali presentate funzionano, come pure i progetti presentati per il Museo della Cattedrale. Tutto ciò mi fa molto piacere. Dico sempre ai vari operatori che è molto importante l'informazione data alla città, cosi come è essanziale che l'opinione pubblica sostenga il progetto di risanamento del Duomo. E' vero che in molte cose la gente può poco, ma quando si crea una corrente di opinione ciò determina un impatto positivo».
«Credo che il compito che ci sta di fronte oggi - continua il vescovo Volta - sia di riconsegnare alla città non solo un Duomo più sicuro ma anche un Duomo più bello. Non posso dimenticare che il pomeriggio del 17 marzo 1989, il giorno in cui crollò la Torre civica, era in programma una riunione per la ristrutturazione del presbiterio. Oggi i tempi sono maturi. Il pavimento dovrà essere rifatto e se ne approfitterà per realizzare un nuovo impianto di riscaldamento. Se riusciamo poi a realizzare il Museo diocesano, potremo riaffermare il valore della nostra storia religiosa. Le idee sul terreno mi sembrano molto positive. E noto con piacere il convergere degli sforzi istituzionali di Regione, Provincia, Comune».
Un vero decentramento.
Quanto all'Italia, il vescovo Volta sostiene che «il decentramento è positivo quando non ci si chiude per non dare agli altri ma quando le persone vengono coinvolte e le energie locali mobilitate. Ricordiamoci che vicinanza vuol dire anche maggior controllo. Quando le persone sono coinvolte, nella scuola come nelle aziende, rendono di più. Vorrei che gli schieramenti politici si confrontassero sulle proposte concrete e che i cittadini potessero vedere e comprendere appieno le varie ipotesi sul terreno. Nella nostra epoca acquisisce sempre più valore la competenza. Ho la sensazione che in molti casi si verifichi una caduta del saper fare. Ciascuno, dal chirurgo all'idraulico, deve saper svolgere bene il proprio mestiere».
Bravi cuochi.
«Voglio chiudere il mio messaggio con una nota lieta: sono andato alla festa del Centro di formazione professionale e ho veduto all'opera bravissimi aspiranti cuochi. Sono contento che ci sia una forte richiesta di queste figure professionali, cosi come è bellissimo che si siano messi allo stesso tavolo piatti palestinesi e israeliani».