Bressan, l'asso del Pavia
FERRARA. La nave degli azzurri resiste all'uragano Spal e approda al quarto risultato utile consecutivo, un pareggio ottenuto contro una delle squadre più in forma del momento. Gli estensi costringono il Pavia sulla difensiva fin dall'inizio e quando Nordi si fa espellere il risultato appare scontato, invece la squadra di Torresani serra le fila, rinuncia quasi del tutto alle ripartenze e vive un secondo tempo che ricorda quello dell'Italia contro l'Olanda agli Europei 2000. La difesa, guidata da un Crippa perfetto, trascorre un pomeriggio da fronte bellico e quando il nemico la buca ci pensa Bressan a chiudere i varchi facendo salire a 360 minuti l'imbattibilità della sua porta. In un finale che sembra il colpo di coda di una tempesta, il numero uno prima para un rigore poi salva il risultato con una deviazione di piede su conclusione ravvicinata di Cerbone in piena zona Cesarini. I padroni di casa avrebbero meritato la vittoria ai punti, ma il Pavia ha tenuto botta grazie a due doti che fino a qualche tempo fa sembrava non avere: il carattere e il cinismo. Al 41' della ripresa ha avuto anche una palla gol, ma sfruttarla sarebbe stato un furto.
Cerbone gioca dietro le due punte e Torresani lo fa marcare da Ferraro, ma a differenza di Rimini questa volta la mossa non paga. Il fantasista della Spal porta a spasso il mastino azzurro creando spazi per gli inserimenti degli esterni, che Gheller e Cardamone non seguono né riescono a costringere sulla difensiva attaccandoli. Accerchiata, la difesa del Pavia risponde con l'arma del fuorigioco, ben orchestrato da un Crippa chirurgico negli interventi. All'11' Ferraro sbaglia il rinvio: il pallone si impenna, Temelin corregge al volo in area ma spizzica e Bressan para. Al 20' Cerbone si libera di Ferraro con uno stop a rientrare ma il suo sinistro sfiora il palo. A questo punto Torresani decide di passare alla difesa a quattro, rigorosamente a zona, e il Pavia trova l'equilibrio perché i padroni di casa non riescono più a dominare sulla fasce e la maggiore libertà di cui ora gode Cerbone produce solo un assist al 31' per Temelin che però sparacchia altissimo dai 12 metri. Ora gli azzurri hanno anche meno bisogno di ricorrere al fallo per contenere gli estensi e cercano qualche sortita palla al piede, ma restano episodi isolati perché nella maggior parte dei casi il Pavia preferisce ricorrere al lancio lungo e improduttivo per le due punte. Al 40' Nordi si fa ammonire per proteste e un minuto dopo viene espulso per aver alzato il braccio sul volto di Aurellio nel tentativo di difendere la palla. Al 42' dopo Consonni mette le mani addosso a Cardamone, ma non viene nemmeno ammonito. Nella ripresa gli azzurri accorciano la distanza tra i reparti e approfittano di un calo di lucidità della Spal per reggere i primi 30 minuti senza quasi sussulti poi i padroni di casa producono il forcing finale. Al 32' Sifonetti tenta la percussione centrale infilandosi tra Ferraro e Bandirali. Il centrocampista va a terra in area e per l'arbitro è rigore. Batte Selva alla sinistra di Bressan e segna, ma il signor Rodomonti fa ripetere perché i giocatori della Spal sono entrati in area troppo presto. Selva concede il bis e questa volta il portiere del Pavia ci arriva. Torresani inserisce Zanardo per Cardamone: l'esterno tampona e al 41' arriva al cross basso da sinistra su cui Inacio ruba il tempo al difensore e al portiere, ma non inquadra la porta. In pieno recupero Bressan esce ad anticipare Temelin e respinge di piede su un tiro dai 10 metri di Cerbone che un attimo prima del triplice fischio manda fuori di un soffio con un colpo di testa. A questo punto più nulla può impedire l'approdo alla barca azzurra.