Il fegato «atomico» ha compiuto due anni


PAVIA. «Venerdi ho festeggiato il secondo compleanno della mia nuova vita». Pasquale Toso, 49 anni, napoletano, è «tornato a vivere» il 19 dicembre del 2001. Due anni fa venne sottoposto, al San Matteo, al primo intervento di terapia neutronica per la cura di una metastasi epatica. L'équipe di Aris Zonta gli espiantò il fegato, che venne poi «bombordato» nella sede del Lena (in via Aselli).
Sono trascorsi 24 mesi. Il signor Toso è tornato a vivere nella sua casa di Napoli con la giovane moglie Maria ed il figlio di tre anni. «Sono in ottima forma - spiega -. Venerdi mi ha chiamato il professor Zonta per farmi gli auguri. Quest'anno sarà un Natale ancora più bello di quello dell'anno scorso. Trascorrerò le feste accanto alla mia magnifica famiglia». Nello scorso mese di settembre Toso è tornato al Policlinico di Pavia per sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico. «Mi hanno asportato due tumori dal peritoneo. E' andato tutto bene e mi sono ripreso senza problemi. Non si trattava, comunque, di un episodio legato alla terapia neutronica sul fegato». Il paziente napoletano ha effettuato, di recente, una Tac. «E' tutto ok: non ci sono problemi. I medici hanno deciso di sottopormi ad un ciclo di chemioterapia, ma si tratta solo di una misura preventiva». Nello scorso aprile Toso era stato il protagonista di un convegno scientifico svoltosi a Salice Terme. «Confermo quanto dissi in quell'occasione: a Pavia ho trovato persone davvero eccezionali, che mi hanno sempre seguito sotto il profilo assistenziale ed umano». Resta il cruccio per non essere ancora riuscito a trovare un'occupazione fissa, nonostante i suoi ripetuti appelli. «Qualcosa sono riuscito a fare, ma si tratta pur sempre di lavori saltuari. Sino ad oggi nessuno mi ha offerto la possibilità di un impiego che si possa conciliare con il mio stato di salute: oggi mi sento bene, ma devo sempre restare sotto controllo». La moglie Maria condivide la felicità del marito. «Pasquale sta davvero bene. E' stato bello festeggiare questo 'secondo compleanno". Con il professor Zonta siamo sempre in stretto contatto. Al San Matteo abbiamo trovato dei medici eccezionali. Voglio ringraziare anche i fisici del Lena». Quando Toso arrivò a Pavia, nel dicembre del 2001, le sue condizioni erano ormai disperate. Il suo fegato fu temporaneamente espiantato dai chirurghi dell'équipe di Zonta, «bombardato» al Lena e reimpiantato. Grazie alla terapia neutronica, vennero distrutte tutte le metastasi epatiche comprese anche quelle non rilevabili dagli strumenti diagnostici. L'intervento fu realizzato nell'ambito del progetto «Taormnina» (Trattamento avanzato di organi mediante irraggiamento neutronico e autotrapianto).

Sandro Repossi