Riforme, dialogo e consenso
ROMA. Dialogare, dialogare, dialogare. Carlo Azeglio Ciampi lancia il suo appello alla maggioranza e all'opposizione nel discorso con cui ha concluso la cerimonia di auguri con i vertici istituzionali, che si è svolta nel Salone dei Corazzieri del Quirinale. Ciampi ha chiesto ai poli di approfondire il dialogo sulla giustizia e sulle riforme costituzionali, che devono essere approvate con un «esteso consenso». Alla presenza di Marcello Pera, Pier Ferdinando Casini, Silvio Berlusconi e del presidente della Corte costituzionale Chieppa, Ciampi ha fissato con chiarezza una serie di «paletti» sui principali temi dell'agenda politica: dal ruolo dell'Italia in Iraq (che deve essere ancorato all'Onu), alla necessità di far ripartire il processo di integrazione europea, all'attenzione per i conti della finanza pubblica. E, «en passant», Ciampi ha voluto anche ricordare il valore della Resistenza per la repubblica italiana.
In chiara polemica con Pera, che in questi giorni ha sostenuto esattamente il contrario. Un discorso a tutto campo, dunque, nel quale non c'è stato però alcun accenno al rinvio della legge Gasparri.
Riforme con larghe intese.Ciampi ha voluto rivolgere la «sua calda esortazione» affinchè sul tema delle riforme si persegua «con costanza e determinazione la ricerca di possibili intese». Secondo Ciampi non bisogna perdere di vista l'esigenza di scrivere le nuove norme costituzionali «sulla base di un esteso consenso».
Magistratura.Ciampi conferma di sentirsi garante dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, «due principi irrinunciabili». Ma chiede ai magistrati di essere autonomi e indipendenti «in ogni situazione, anche al di fuori dell'esercizio delle loro funzioni».
Pensioni, segnale positivo.Il confronto Governo-sindacati avviato il 10 dicembre è «un segnale positivo» anche se più tenue rispetto a quello del dialogo sulle riforme. Ciampi si augura che il dialogo governo-sindacati possa rappresentare «un avvio sulla strada della ricerca del consenso sociale».
Finanza pubblica, controllo.«L'attenzione per l'economia reale - ha detto Ciampi - non deve far venire meno la necessità di mantenere sotto controlla la finanza pubblica. Sappiamo di dover continuare ad avere un elevato avanzo primario per ridurre gradualmente, l'incidenza del debito pubblico che assorbe risorse che altrimenti potrebbero essere destinate a maggiori investimenti».
Europa, non mollare.Nonostante il fallimento di Bruxelles non bisogna affievolire l'impegno verso una «più compiuta integrazione, fondamentale per il futuro dell'Europa». Il cammino deve essere ripreso al più presto «avendo come immutato e insostituibile come punto di riferimento il soggetto del trattato costituzionale preparato dalla Convenzione».
Iraq, impegno con Onu.«L'impegno dell'Italia - ha detto - per contribuire a restituire prospettive di stabilità e di progresso democratico all'Iraq è ancorato alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu in particolare la 1511».
Repubblica e Resistenza.Non è sfuggito l'accenno di Ciampi alla Resistenza davanti al presidente del Senato, Marcello Pera. Ciampi ha detto che esso ha rappresentato «uno dei primi importanti successi della nostra Repubblica, fondata sui valori del Risorgimento e della Resistenza».