Proteste per l'acqua a singhiozzo
BATTUDA. Acqua a singhiozzo, proteste a valanga. L'ennesima mancanza di pressione sulla rete idrica ha scatenatuo nuove polemiche per il funzionamento dell'acquedotto. I maggiori disservizi si registrano, con una certa regolarità, soprattutto nelle frazioni di Torrino e Torradello. Ma anche a Battuda non mancano problemi. Un mese fa, in segno di protesta, alcuni cittadini avevano portato una bottiglia d'acqua scura e maleodorante in Comune. «Ma ora non c'è neppure più il sindaco - dice una signora che abita in paese - e non sappiamo neanche a chi inoltrare le nostre rimostranze».
Il difetto più frequente è il calo di pressione. Il risultato è un filo di acqua che scende dai rubinetti.
«E' da otto anni, piò o meno, che conviviamo con questo problema - dice un altro utente -. Prima di utilizzare l'acqua, a volte, devo farla scendere per almeno dieci minuti».
Ma non è l'unico a fare degli auto-spurghi. «Mi si stanno rovinando tutti i sanitari - dice un'altra signora alle prese con l'acqua scura che a volte scende dai rubinetti -. Abbiamo provato a chiedere interventi all'amministrazione e alla società che gestisce la rete, ma fino ad ora la situazione non è cambiata».
«A volte bisogna lasciare andare lo scarico dei sanitari per almeno un quarto d'ora, tanto è poca l'acqua» sottolinea invece un altro cittadino. «I problemi non li abbiamo solo qui, ma anche a Battuda» dice un residente di Torrino. Sono comunque le frazioni le più colpite dal frequente calo della pressione nelle tubature. Per Maurizio Gaboardi, ex capogruppo dell'opposizione e futuro candidato sindaco, è una delle battaglie principali. «Per quattro anni le passate amministrazioni hanno ignorato un disservizio che tocca quasi la totalità degli abitanti - dice -. La storia dell'acquedotto è complicata. Il tratto nuovo c'è dal '99. L'accordo con Marcignago per la gestione comune era poi andato a pallino. Battuda si era ritrovata cosi fuori dal vecchio consorzio, ma con il tratto di Torrino ancora gestito da quell'ente. Anche il nuovo impianto, poi, è più simile ad un colabrodo che ad un acquedotto. A Torrino, soprattutto questa estate, ci sono stati momenti davvero difficili. Da quello che so, ora il commissario prefettizio sta prendendo contatti con l'Asm per cercare finalmente una soluzione. Ma la morale di tutta questa vicenda è una sola: le passate amministrazioni comunali hanno trascurato il problema». Anche l'ex sindaco, Stefano Pissenati, ammette i frequenti disguidi sulla rete. Ma spiega: «Ad ottobre c'era stato un black-out elettrico che aveva provocato alcuni guasti, prontamente riparati. Dopo lo spurgo, l'acqua era scesa di colore scuro. Ma è normale in questi casi. L'Asl ha sempre effettuato le analisi hanno sempre dato esito negativo».
«Esiste una 'strozzatura" di circa 150 metri e avevamo chiesto alla ditta un intervento per eliminare il problema. Inoltre avevamo già un preventivo per rimettere in sesto la rete: circa 80 mila euro. I soldi c'erano, la volontà di intervenire pure. Ma, come tutti sanno, non mi hanno fatto finire il mandato».