Rondini promuove il San Matteo
PAVIA. «Mi auguro che la conclusione positiva della mia vicenda possa portare una ventata di ottimismo nei rapporti tra San Matteo ed Università, che in futuro dovranno essere sempre più costruttivi. Solo se verrà mantenuta questa unità di intenti, il Policlinico potrà continuare ad essere un grande ospedale: in caso contrario rischierebbe di perdere la sfida con altri grandi strutture sanitarie». Ad auspicare una nuova stagione (all'insegna della collaborazione) tra le due maggiori istituzioni cittadine è il professor Giorgio Rondini, tornato da pochi giorni a dirigere la Clinica Pediatrica. Il suo «reintegro» in ospedale rientra proprio nell'accordo sottoscritto in novembre dal commissario Giovanni Azzaretti e dal rettore Roberto Schmid.
Rondini occupa uno studio al primo piano di Pediatria. «In fondo la mia assenza è durata meno di tre mesi: un periodo durante il quale la Clinica è stata ben condotta dalla professoressa Antonietta Marchi. Voglio ringraziarla personalmente anche per l'affetto che, in questo periodo, ha dimostrato nei miei confronti». Al suo ritorno in ospedale, il direttore è stato accolto con calore dai colleghi. «Personalmente non avevo dubbi, ma non posso negare che questo attestato di simpatia mi abbia fatto molto piacere. Il mio rientro è stato facilitato da tutto il personale, medici ed infermieri». Rondini era stato sollevato dalle funzioni assistenziali la scorsa estate, dopo aver compiuto 68 anni, in applicazione del decreto Bindi. «La norma sulla pensione veniva osservata soltanto a Pavia», ha avuto modo di commentare nelle scorse settimane il docente di Pediatria che ha contestato sin dall'inizio il provvedimento del Policlinico. Il Tar ha dato ragione a Rondini ed il San Matteo è ricorso al Consiglio di Stato. La querelle però si è conclusa grazie all'intesa raggiunta tra San Matteo ed Università: un accordo che diventa la base per il rinnovo della convenzione, vecchia ormai di 31 anni. «San Matteo ed Università devono andare d'accordo - ribadisce il direttore -. Il Policlinico è un ospedale sovradimensionato per il bacino d'utenza del nostro territorio: per riuscire a mantenersi su livelli di eccellenza, richiamando pazienti anche da altre province, dovrà continuare a garantire cure all'avanguardia. Ma questo può avvenire in un contesto di ricerche scientifiche che può essere garantito solo dalla presenza della Facoltà di Medicina. Mi auguro che gli amministratori di San Matteo ed Università riescano a superare tutte le divergenze per impostare un lavoro comune». Nei giorni scorsi Rondini ha incontrato i suoi più stretti collaboratori per impostare i programmi di lavoro per il prossimo anno. «Abbiamo molti progetti. Nel 2004 organizzeremo al Policlinico, sotto l'egida dell'Ateneo, un master in neonatologia. Poi cercheremo di migliorare la comunicazione con le famiglie dei nostri piccoli pazienti». Rondini si sofferma ancora su quest'ultimo punto: «Ormai non esiste più la figura del medico 'paternalista", che non veniva mai messo in discussione. Oggi i cittadini sono sempre più consapevoli dei loro diritti e vogliono essere assecondati nei loro bisogni. Tecnicamente siamo all'avanguardia, ma dobbiamo migliorare il rapporto con i pazienti. Si deve creare un patto tra medici e cittadini».