Bressan, la calma paga
PAVIA. «Abbiamo perso perché il Pavia ha sfruttato le occasioni che ha avuto, noi no»: in questa semplice constatazione dell'allenatore del Padova c'è la misura di quanto è cresciuta la squadra di Torresani nella seconda parte del girone d'andata. «Sull'1-0 siamo stati bravi a difenderci senza perdere la testa - spiega Matteo Ambrosoni - Abbiamo sofferto un po', ma giocando di squadra siamo riusciti a contenerli». E' questa l'ultima tappa dell'evoluzione azzurra.
Come cambiano i tempi. «Già 10 anni fa Glerean proponeva questo gioco fatto di palle lunghe per il centravanti e percussioni centrali - commenta Walter Bressan -Allora era innovativo mentre ora probabilmente lo è meno, ma per il Padova non era facile qui al Fortunati perché è sempre duraquando vai a giocare in casa di chi deve salvarsi. Noi abbiamo impostato la partita sulle ripartenze perché sapevamo che loro avrebbero fatto la partita e noi avremmo potuto sfruttare la velocità delle nostre punte». Ma qualche responsabilità nel rovinare la giornata dell'allenatore veneto l'ha avuta anche il numero uno del Pavia: «Per un portiere parare è sempre positivo, ma il merito è anche della difesa che ha saputo limitare le conclusioni a rete - spiega - Secondo me questi risultati sono frutto anche della tranquillità che si respirà in questo ambiente. E' rara da trovare». E Glerean lo sa: «Di certo dobbiamo fare di più - sostiene l'allenatore del Padova - ma ci manca la tranquillità per esprimerci al meglio». E lo dimostra lo striscione bruciato dagli ultras veneti presenti in curva sud. Eppure le cose all'inizio non sembravano mettersi male per i biancorossi. «Siamo partiti contratti perché sapevamo che avrebbero cercato sistematicamente il lancio lungo a scavalcare il centrocampo e con tre e più punte potevano impensierirci. Forse avremmo potuto attaccarli prima, ma è anche vero che ci serviva un po' di tempo per adattarci al loro gioco - dice il fantasista Francesco Cardamone- poi, una volta prese le misure, siamo riusciti a sfruttare gli spazi che ci hanno lasciato sulle fasce». La terza vittoria al Fortunati appare a molti come una tappa in un percorso di crescita del gruppo azzurro. «Non subiamo gol da tre partite e questo è importante, significa che abbiamo trovato l'equilibrio - continua Cardamone - Io credo che il segreto sia stato non deprimerci quando le cose non andavano bene». «Con il Padova abbiamo ottenuto un risultato importante che ci permette di accorciare la classifica - chiude Ambrosoni - ma domenica ci aspetta un'altra partita importante a Ferrara». Perché la strada è ancora lunga. (c.cu)