«Più vicini a chi è solo durante le feste»
PAVIA. «Quando le feste si avvicinano chi è solo sente ancora più forte il peso dei ricordi e il vuoto attorno a sè. Ma proprio in questi momenti non ci si deve lasciare andare. Noi siamo qui per questo». L'invito viene dal professor Aris Zonta che, insieme a un gruppo di volontari, ha fondato tre anni fa «Pronto ti ascolto», un telefono amico per persone sole o in difficoltà. Un'associazione sempre più diffusa in città. E in tre anni le chiamate sono progressivamente cresciute, termometro di un malessere spesso nascosto. Attraverso il filo del telefono, con la garanzia dell'anonimato, è più facile aprirsi e raccontare. «Il rispetto della privacy è la prima garanzia che offriamo, insieme alla capacità di ascolto», spiega il professor Zonta.
Per intervenire in modo efficace anche quest'anno è stato organizzato un corso di formazione dei volontari, una ventina finora, che risponderanno alle telefonate. Le lezioni sono partite mercoledi scorso, ma è ancora possibile aggregarsi. All'altro capo del telefono chi ne ha bisogno trova sempre una voce amica, una parola gentile che spezzi l'incubo del silenzio, che offra un consiglio. «La qualità della vita spesso si migliora con piccoli gesti e attenzioni - dice Zonta, chirurgo di fama che nel poco tempo libero, nonostante la pensione, si dedica al volontariato - Non sempre le grandi strategie e i progetti altisonanti risolvono i problemi».
Gli utenti di «Pronto ti ascolto» appartengono soprattutto a due fasce distanti tra loro per età: gli anziani soli e i giovani con meno di vent'anni. In mezzo c'è una zona grigia di malessere e disagio, soprattutto psichico, di depressione e solitudine che affliggono gli adulti.
«L'anziano si sente spesso inutile - dice Zonta -. Magari la casa fino a poco tempo prima affollata e chiassosa si svuota: i figli si sposano, magari il coniuge muore. E all'improvviso intorno a chi resta piomba il silenzio. E la depressione. Noi vorremmo aiutarli ad uscirne non con i farmaci ma con attenzione e affetto. E in alcuni casi crediamo di esserci riusciti». La seconda fascia di utenza riguarda i giovani. «Sono più di quanti ci si potrebbe aspettare i giovani soli, che non riescono a stringere relazioni sociali soddisfacenti, che non hanno amici o relazioni sentimentali, o che vivono una sensazione di incomunicabilità». Le telefonate sono cresciute, in silenzio il servizio telefonico si è fatto conoscere. «C'è chi ci legge le sue poesie al telefono o apre il suo libro di ricordi - dice Zonta - e in alcune persone che ci chiamano da tempo abbiamo notato un certo miglioramento...». I risultati ottenuti hanno incoraggiato i volontari a attivare una seconda fase di «Pronto ti ascolto». «Nei casi in cui la persona con cui siamo in contatto ci autorizza - spiega ancora Zonta - prendiamo noi l'iniziativa e la chiamiamo. Ci sono persone che hanno difficoltà a comporre il numero di telefono per una serie di ragioni: chi è depresso perché crede sia inutile, chi vive in condizioni economiche disagiate perché spesso non può farsi carico di una bolletta telefonica. A volte sono ragioni fisiche: un anziano non vede o non riesce a muoversi bene in casa. Noi possiamo chiamare a un'ora prestabilità e, ovviamente, con il suo consenso. Invitiamo anche parenti e amici a segnalarci situazioni di persone che potrebbero averne bisogno». «Pronto ti ascolto» risponde al numero 0382/472806 e, soprattutto per i giovani, ha un indirizzo di posta elettronica prontotiascolto@infinito.it.