Quella voglia di «rifarsi» il sito
MILANO. Le imprese curano sempre di più i contenuti. Quali? Quelli della loro comunicazione, sia di quella tradizionale (profili istituzionali, pieghevoli, cataloghi, ecc.), sia di quella multimediale e «on-line» (presentazioni digitali, cd-rom e dvd, siti web ecc.). In particolare la comunicazione aziendale su Internet, dopo essere stata per anni (da molti, non da tutti) organizzata in modo un po' casuale e a volte del tutto spartano (con la proliferazione dei cosiddetti «siti-brochure»), oggi gode di maggiori attenzioni. Un sito «tanto per fare» non paga.
Parecchie società, anche molto piccole, lo stanno scoprendo, anzi, spesso è decisamente deleterio. Il perché è evidente.
Una brutta presentazione cartacea può essere dimenticata e finire nel cestino dei rifiuti; un sito è visibile in modo permanente, «rimane», e se è lento da caricare, di difficile navigazione, con servizi inefficienti (caselle e-mail da cui non risponde nessuno, sistemi di preventivazione macchinosi, forum fatti male ecc.), rischia di causare danni economici d'immagine molto gravi. La Rete, come e forse più degli altri media, ha un linguaggio ben definito, e la sua caratteristica cruciale è l'interattività.
Ogni elemento dell'architettura di un sito deve essere strettamente pensato dal punto di vista dell'utente. Il messaggio di uno spot televisivo o di una pagina pubblicitaria «passa e va», il web è uno sportello a cui il potenziale cliente può accedere in ogni momento. Anche le piccole aziende dovranno curare che il proprio sito sia innanzitutto facile da raggiungere (con indirizzi Internet semplici e che identifichino immediatamente il marchio o il prodotto), che la home page, la pagina principale, non sia troppo pesante sul piano grafico (gli effetti speciali, sulla Rete, sono poco graditi), che la navigazione sia chiara e intuitiva (i menù non sono mai abbastanza ben studiati ed espliciti).
Il contenuto «base» sono le informazioni istituzionali, dal profilo della società alla sua missione: i testi non dovranno essere solo «ben scritti», e quindi essere corretti, rigorosi e stilisticamente ineccepibili, ma anche essere sintetici (nessuno, di primo acchito, legge molto su Internet), dal linguaggio semplice, sobrio ed attraente. Il primo servizio che l'utente (e potenziale cliente) cerca sulla Rete è proprio quello informativo. Per questo non solo è fondamentale che ogni pagina web o scheda-prodotto sia illustrata da testi appropriati, ma è importante anche che il sito sia costantemente aggiornato e che magari fornisca news (relative all'azienda e sul settore di riferimento), newsletter (che raggiungano l'utente-cliente in modo periodico con dati utili e attuali), articoli di approfondimento, glossari, manuali d'uso.
I servizi informativi, sempre utilmente ampliabili e sviluppabili in senso interattivo, attraverso, ad esempio mail dedicate (per l'assistenza tecnica, il customer care ecc.), piuttosto che in forum per la discussione fra utenti, possono essere ulteriormente integrati dai servizi più evoluti, sino ad arrivare, se è il caso, al commercio elettronico vero e proprio.
L'importante è che il tutto sia sempre «tenuto saldamente in mano» dall'azienda attraverso l'utilizzo di professionisti (dal web writer alla società di servizi Internet), in grado di garantire anche alla piccola impresa il livello qualitativo necessario affinché un sito possa davvero essere efficace e produrre risultati. Oggi esistono tutte le tecnologie possibili e immaginabili per gestire al meglio e a basso costo i contenuti di un web aziendale.