Euro alle stelle, ora vale 1,23 dollari
ROMA. Dopo due giorni di flessione, l'euro torna a correre sul dollaro - lanciato verso il traguardo di 1,23 secondo molti analisti raggiungibile entro il mese - e segna il nuovo record di 1,2301. A dare spinta alla moneta unica, lo scivolone dell'indice Michigan che misura la fiducia dei consumatori sceso a dicembre, secondo la stima preliminare, a quota 89,6, contro le attese di un balzo a 96. L'indice ha risentito delle preoccupazione relative a un mercato del lavoro che stenta a riprendersi.
A novembre ha segnato un aumento di nuovi impieghi sotto le attese. Lo schiaffo al dollaro è giunto tanto più inaspettato in quanto gli esperti si attendevano casomai un condizionamento negativo dal dato sul deficit commerciale di ottobre, vista la portata di un disavanzo che diventa sempre più preoccupante. Ma il dato è risultato in linea con le attese, allontanando il timore diffuso di una sorpresa negativa e non ha dunque influito sul dollaro già comunque sotto pressione da ieri sera dopo diffusione del verbale della riunione Fed del 28 ottobre scorso che ha allontanato la possibilità di un rialzo dei tassi nel medio termine a ragione di un'inflazione neutrale e di preoccupazioni per l'occupazione destinate a rimanere, secondo il direttivo Fed, fino al 2005. A rinforzare la sensazione che i tassi d'interesse negli Usa resteranno più bassi che altrove, allontanando l'appetito degli investitori, è giunto anche il dato sui prezzi alla produzione risultati inaspettatamente in calo a novembre dello 0,3%, confermando uno scenario di bassa inflazione che non spinge la Fed di Greenspan (nella foto) a modificare il suo orientamento espansivo.
«In queste condizioni, non c'e nessuna urgenza di comprare il dollaro» osserva Ramachandra Bhagavatula, capo economista Nord America a New York della Royal Bank of Scotland. A favore dell'euro e dello scenario di ripresa economica di Eurolandia che potrebbe portare la Bce a rialzare i tassi, allargando ulteriormente il gap con i fed funds, è giunto il dato sulla produzione industriale in Francia, salita ad ottobre dell'1,3%, ovvero tre volte più le attese degli analisti. Il dollaro è in calo anche contro lo yen (107,78 da 108,05).