Centri commerciali, un dibattito aperto

PAVIA. Emergenza commercio: la Cgil chiama a raccolta pubblico e privati sulla scena urbanistica. «E' ora di dare vita - dice il segretario Gianmario Santini - a una concertazione affinchè le scelte siano davvero condivise».
Su questo tema si sono incontrati in un dibattito pubblico, l'altra sera alla Camera del Lavoro, i Comuni di Pavia e Borgarello, la Provincia, l'Ascom e la Camera di Commercio. Moderatore l'opinionista Giorgio Boatti. Sullo sfondo il tramondo, ormai quasi certo, dell'ipotesi del mega-centro commerciale che era previsto a Borgarello.
«Le scelte urbanistiche di svuotamento del centro storico di Pavia - ha detto Santini - rischiano di craere l'effetto ciambella, cioè lo svuotamento di vitalità da parte del centro a vantaggio di località limitrofe, di paesi dove c'è stato uno sviluppo non governato. Tentativi come quello di Borgarello, per fortuna falliti, si sono inseriti in obiettivo ritardo a dare risposte attese come il centro congressi e il polo fioristico».
Per la verità il sindaco di Borgarello Donato Rovelli non ha ancora deposto le armi: «Resto convinto della nostra scelta e non capisco perchè ci siano Comuni di serie A, a cui tutto è permesso, e altri di serie B, come il nostro». Rovelli cita tra i primi Siziano «che ha previsto un'area commerciale di oltre centomila metri quadrati». In sala il sindaco sizianese Angelo Zucchi risponde per le rime: «Borgarello non è informata. Noi non prevediamo affatto un'area del genere».
Altri lazzi polemici si accendono tra l'assessore pavese all'urbanistica Cesare Bozzano (Ds) e il vicepresidente della Provincia Romano Gandini (An). Gandini naviga nei cieli empirei e non si capisce se la Provincia sia favorevole o no all'ipotesi Borgarello. Egli ricorda che ora la Provincia si è data un piano territoriale di coordinamento, che «scopo della nostra azione è contenere i prezzi» e che «le aperture di nuovi centri commerciali e supermercati riguardano tutte accorpamenti di autorizzazioni esistenti».
Bozzano rivendica alla giunta ulivista di Pavia il merito di aver affermato «la democrazia urbanistica» con il nuovo Piano regolatore, ribadisce il no fermo al progetto Borgarello, dice che ora si punta al centro congressi e al polo fieristico nell'area ex-Neca, che la zona produttiva al Bivio Vela è una realtà con 40 aziende e 400 posti di lavoro e rileva contraddizioni nella giunta polista della Provincia. «E grazie a noi il saldo tra aperture e chiusure di negozi è positivo a Pavia».
Il presidente della Camera di Commercio Piero Mossi rivendica, invece, il proprio ruolo nell'operazione centro congressi su polo fieristico: «Ci siamo procurati anche i soldi, vendendo le quote nella Milano-Serravalle. Ora occorre un coordinamento vero». Insomma, sbrighiamoci, è il succo del discorso di Mossi. Giampietro Guatelli, direttore dell'Associazione Commercianti, invita tutti a rispettare la legge regionale: «In provincia ci sono già 158 mila metri quadrati di grande distribuzione. Siamo al limite. E' vero che il saldo dei negozi a Pavia è positivo, ma spopolano i franchising».
Intanto, Walter Minella (Nuovo Ulivo) piazza un nuovo affondo agli alleati della giunta Albergati: «Non si può bocciare il centro commerciale di Borgarello e, contemporaneamente dare via libera al nuovo centro commerciale Gs all'ex-concessionaria Fiat di via Vigentina. Non cadiamo dalla padella nella brace».
Per completare il quadro, Romeo Iurilli, della Confesercenti, propone al Comune di Pavia di bloccare tutte le decisioni relative a nuovi insediamenti commerciali. «Prima facciamo chiarezza su tutte le aree, intanto ci vuole una moratoria»: è il senso della lettera inviata al sindaco Albergati. (s. c.)