«Confezioni sempre più controllate»

PAVIA.Dopo l'acqua minerale anche il latte. I primi due casi di sospetta contaminazione si sono verificati a Lonigo (Verona) e a Firenze. Come si comportano i supermarket e i grandi centri commerciali di fronte a questa «variazione sul tema» di acquabomber?
Nella sede «Gulliver» di viale Campari badano a centellinare le parole: «Sino ad ora non abbiamo ricevuto nessuna mail dalla nostra sede centrale, a Casalnoceto. Nè riguardo all'acqua minerale nè al latte». Ancora più «abbottonati» altri rivenditori. C'è chi dice che il direttore è temporaneamente assente, chi preferisce non commentare, chi rimanda alla sede milanese che rimanda al settore marketing che rimanda all'addetta stampa che rimanda a un dirigente che non chiamerà mai. Il martellamento mediatico degli ultimi giorni, si capisce, non deve aver fatto tanto bene agli affari. E allora bisogna spendere la moneta dell'anonimato e farsi raccontare qualcosa dalla dipendente di un grosso centro commerciale: «In effetti negli ultimi giorni è aumentata la sorveglianza. Si fanno controlli sia in magazzino che sulla merce già in esposizione. Però è un compito difficile: prima era l'acqua minerale, poi il succo di frutta, poi il latte. Controllare tutte le confezioni che contengono una bevanda è un impegno non da poco. Con l'acqua minerale e le bibite gassate è abbastanza facile perchè le bottiglie sono sotto pressione e il fatto di sentirle più cedevoli al tatto insospettisce. Ma nel caso, ad esempio, del tetrapak bisogna stare attenti a eventuali perdite. E facendo il conto di quante confezioni di succo di frutta, ad esempio, si trovano in un supermercato si comprende lo sforzo».