Martino a Nassiriya: «Rischio altissimo»


ROMA. Per gli oltre duemila militari italiani in Iraq il rischio di attentati «si è fatto altissimo». Le misure di protezione attorno al quartier generale di Nassiriya sono state rafforzate e anche la caccia sul territorio agli elementi sospetti continua a dare frutti.
Ma il contingente dislocato nell'Iraq meridionale «resta un obbiettivo» del terrorismo, ammettono i vertici politici e militari definendo «pericolosissima» la situazione mentre il capo dell'amministrazione americana nel paese, Paul Bremer, avverte che «gli attacchi contro la coalizione sono destinati ad aumentare». Rincara la dose l'inviato del governo britannico, Sir Jeremy Greenstock, che profetizza un anno di «attacchi suicidi spettacolari».
A parlare di un rischio che «da medio alto è divenuto altissimo» è stato ieri il ministro della Difesa Antonio Martino che a un mese esatto dalla strage costata la vita a 19 italiani ha voluto visitare i soldati in missione a Nassiryia. Una visita lampo a bordo di un blindato durante la quale il ministro, superscortato, ha portato alle truppe schierate sul piazzale dell'alazabandiera «il grazie di un'Italia orgogliosa di voi».
Rispondendo ai giornalisti Martino ha però respinto le polemiche, ancora accese, sulle informative del Sismi che nelle settimane precedenti l'attentato alla Msu mettevano in guardia da un attacco terroristico imminente. Ha glissato sulle accuse delle opposizioni di aver sottovalutato i rischi generali della missione e poi i tre allarmi specifici divulgati nei giorni scorsi dalla stampa mondiale.
Le misure di sicurezza prese a Nassiriya sono tuttavia cambiate. È cambiato il modus operandi dei soldati e d'ora in avanti anche i carabinieri della Msu saranno sistemati fuori dal centro abitato. «Stiamo diradando la loro presenza - ha dichiarato ieri il comandante generale dell'Arma, Guido Bellini, spiegando che «600 uomini concentrati in un unico edificio possono diventare un obbiettivo remunerativo per i terroristi». Bellini ieri era a Ciampino per accogliere il rientro dell'ultimo militare italiano ferito nell'attentato di Nassiriya. L'appuntato scelto Antonio Altavilla, 38 anni, brindisino, ha lottato per un mese, tra la vita e la morte, in un letto dell'ospedale militare americano di Remstein, in Germania. Le schegge dell'esplosione gli avevano devastato il volto, l'addome, un polmone e altri organi interni. Ma un'eliambulanza allestita su apposita richiesta del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ieri lo ha riportato a casa, fra le braccia dei familiari in lacrime. Un volo speciale, con l'equipaggio personale del Capo dello Stato, per un rientro solenne.
Ai giornalisti in attesa sulla pista del 31esimo stormo di Ciampino, il generale Bellini ha ripetuto che le indagini sull'attentato di Nassiriya proseguono a ritmo serrato: e che nella notte fra il 9 e il 10 dicembre nella città dell'Iraq meridionale c'è stata una grossa operazione guidata dalla Msu e dalla Brigata Sassari che ha portato all'arresto di sette uomini sospettati di essere coinvolti in atti di terrorismo. I sette iracheni fermati sono sotto interrogatorio e restano sotto la custodia degli italiani. Ciò rafforza il sospetto che abbiano avuto parte nella strage.

Natalia Andreani