Una mostra al «Tiglio» per i 20 anni di attività

SANT'ALESSIO.Una mostra di percorsi espressivi per festeggiare i venti anni di attività che il Centro socio educativo Il Tiglio di Sant'Alessio compie proprio in questi giorni: si tratta di «Percorsi 2», cioè della naturale prosecuzione della mostra «Percorsi» che proprio un anno fa aveva dato ai ragazzi del centro socio-educativo l'opportunità di far conoscere i loro lavori o, per meglio dire, l'espressione in linee e colori della loro naturale crescita artistica.
E che di 'percorsi" si tratti, è certo più evidente in questa edizione, dove accanto alle nuove opere, sono collocate alcune delle 'vecchie" creazioni, per dar modo al visitatore di «cogliere i cambiamenti, le evoluzioni e gli echi tra queste due dimensioni temporali», come sottolineano gli organizzatori della mostra.
Gli artisti sono infatti quasi tutti già noti: sono i ragazzi dell'Atelier 'Il Leograno", il laboratorio artistico del Tiglio in cui gli ospiti del centro imparano a sciogliersi dai vincoli della cosiddetta disabilità e a raccontare con l'intensità dell'arte la loro storia.
Tema della mostra «Il corpo e il ritratto»: una proposta audace, una sfida per chi con il proprio corpo non condivide una facile familiarità di movimenti, la rapidità di gesti istintivi,la fiducia di essere reattivo. Ed ecco quindi i nudi di Gabriele Boerci, che prendono mille forme diverse dalla medesima 'linea del corpo" - come dice lui stesso -. Una linea curva, morbida e flessuosa che spesso prende le tinte del rosa, proprio come il corpo maturo di una donna nuda. Ecco le maschere di Claudio Terranova, maschere espressive come volti, o i suoi ritratti di gitani, di monaci (c'è anche Rasputin), in cui il visitatore crede di riconoscere una fisionomia familiare, già incontrata, chissà dove.
Ecco i collages di Antonella Arena, che su uno sfondo di macchie di colori che si ripetono sulla linea orizzontale del foglio, presentano in un disordine 'perfettamente ordinato" tutto ciò che a una donna serve per essere più bella.
Ecco i corpi di Roberto Intorcia, busti senza volto e senza gambe, eppure cosi espressivi, a volte per la loro staticità, a volte per il guizzo improvviso del movimento di un fianco. Ed ecco gli 'uomini" dell'ultimo artista entrato al Leograno, Rosolino Massari, che ha velato i corpi di buio, senza cancellarli del tutto, anzi sottolineandone quello che di inquietante o pauroso forse alla luce del giorno non osano mostrare. Ed infine una mostra nella mostra con le 'finestre astratte" di Duccio, vere e proprie piogge di luce e colori. Due quadri, 'Le stanze", ricordano poi un ex artista del Leograno, Gianbattista Crivellari, che da quest'anno si è però trasferito in un'altra città.
Si può visitare l'esposizione giovedi e venerdi dalle 10 alle 16, e sabato dalle 10 alle 18, nei locali della biblioteca comunale di Siziano.
Marta Ubicini