I rumori della Crown finiscono in procura
VOGHERA. Il caso Crown Cork finisce in procura: il Comune ha segnalato formalmente il mancato rispetto dell'ordinanza con la quale imponeva all'azienda di Medassino di abbassare la soglia delle emissioni acustiche sotto i livelli previsti dalle leggi ambientali. Una segnalazione che è soprattutto un atto dovuto, spiega l'assessore all'ecologia Elio Rosada.
Le proteste da Medassino per la convivenza con i rumori prodotti dagli impianti della Crown Cork hanno una storia lunga, fatta di esposti in Comune e petizioni, con la Circoscrizione in prima fila.
Una storia lunga che ha il suo primo punto fermo nel 2001 quando l'Arpa aveva misurato il livello delle emissioni e di conseguenza era stata firmata l'ordinanza del Comune che imponeva l'insonorizzazione degli impianti collocati all'esterno dell'azienda.
Non più tardi di un mese fa, di fronte alla promessa dell'azienda di intervenire per risolvere la questione, il presidente della Circoscrizione ovest, Adelio Ratto, aveva chiesto al Comune di intervenire definitivamente chiedendo l'applicazione rigida dell'ordinanza.
In particolare l'ordinanza del marzo 2001 chiedeva di abbassare il livello di rumorosità di un impianto di trasferimento di materiali plastici in un silos, e di un gruppo di ventilazione.
Contro questa ordinanza, sollecitata a più riprese tanto dai residenti quanto dal Quartiere, l'azienda si era appellata al Tar lombardo, chiedendone l'annullamento per violazione di legge, eccesso di potere sotto vari profili, carenza di motivazione.
Nel luglio di quest'anno, tuttavia, i giudici del tribunale amministrativo milanese avevano rigettato il ricorso.
«Dopo il rigetto del ricorso da parte del Tar - spiega l'assessore all'ecologia Elio Rosada - l'azienda aveva annunciato di aver messo in cantiere gli interventi necessari a ridurre i rumori. Per questo, all'inizio dell'autunno, il Comune aveva richiesto all'Arpa una nuova verifica tecnica con la rilevazione dell'impatto acustico e un sopralluogo per valutare la portata degli interventi. A novembre, infine, l'Arpa ha comunicato che gli interventi non sono sufficienti ad abbassare la soglia di impatto acustico fino ai livelli previsti. L'ordinanza del 2001, quindi, ha ripreso la sua efficacia, e visto che i tempi tecnici sono trascorsi, il Comune ha dovuto comunicare alla procura della Repubblica che l'ordinanza non è stata rispettata. E' un atto dovuto: se non si manifestano evidenti segni di intervento, il Comune non può far altro che segnalarlo alla procura come previsto dall'articolo 650 del codice penale».
Resta da capire a questo punto quali sviluppi potrà avere il caso: la procura potrebbe disporre in tempi brevissimi l'acquisizione in Comune di tutti i documenti relativi alla vicenda.
Una vicenda complessa, visto che l'azienda è una realtà economica e occupazionale importante e che, al momento dell'insediamento, non era a ridosso delle abitazioni cosi com'è oggi.