Mosca colpita al cuore dai kamikaze

MOSCA. Mosca è stata colpita al cuore dal terrorismo. Proprio accanto al palazzo della Duma, davanti alle mura del Cremlino, a un tiro di schioppo dalla Piazza Rossa, sul marciapiedi davanti al prestigioso albergo National che nel 1918 ospitò Lenin, due donne si sono fatte saltare in aria, lasciando a terra sei cadaveri, tredici feriti e tanto sangue. L'attentato, che gli inquirenti sospettano opera dell'indipendentismo ceceno, è avvenuto alle 10.53 locali (le 8.53 in Italia).
La collocazione è talmente centrale, da non consentire agli inquirenti di escludere che il vero obiettivo degli attentatori fosse in realtà la Duma, dove da domenica il presidente Putin può contare su una maggioranza parlamentare schiacciante.
Nella notte avevano dormito al National i senatori italiani Andrea Rigoni (Margherita) e Pasquale Nessa (Forza Italia), entrambi erano però partiti due o tre ore prima dell'esplosione. Solo mezz'ora prima dell'attentato era invece uscito dall'albergo Nevio Scala, che proprio ieri è stato presentato alla stampa nel nuovo ruolo di allenatore dello Spartak Mosca. «Sono preoccupato e coinvolto emotivamente - ha commentato il tecnico padovano - ma continuo nel mio lavoro anche se quando sei a 50 metri da queste cose le perplessità che lasciano sono diverse».
Quanto alla dinamica dell'attentato, mancano al puzzle ancora alcuni elementi importanti: se è accertato che i morti sono sei, uno dei quali deceduto durante il trasporto in ospedale, non è altrettanto certo quanti fra le vittime fossero gli attentatori. Un corpo, appartenente ad una donna, è completamente dilaniato. Un altro corpo di donna è rimasto decapitato. Solo quattro dei morti hanno già un nome: si tratta di quattro russi, fra cui una donna.
La polizia ha anche esaminato frammenti del video girato dalle telecamere esterne dell'albergo, danneggiate dall'esplosione. Fra quelli che l'hanno visionato, il sindaco di Mosca, Iuri Luzhkov, ha dichiarato alla televisione: «Si vede chiaramente che una donna è la kamikaze. E' vestita in abiti 'civili" (all'occidentale), con un cappotto chiaro e una borsetta a tracolla. Gli inquirenti sostengono che la borsa contenesse la grossa massa di esplosivo, ma sotto il cappotto poteva benissimo portare una cintura esplosiva».
I 13 feriti, 12 russi e una donna cinese, sono ricoverati in diversi ospedali della capitale. Cinque di loro sono ancora in gravi condizioni.