Salutisti e altruisti, con qualche irrinunciabile vizio
ROMA. Legati alla famiglia ed al territorio, spaventati da criminalità, guerra e terrorismo, attenti alla salute, inclini ad indebitarsi per i beni di consumo, altruisti: sono gli italiani, tratteggiati in poche fondamentali linee guida, secondo l'ultimo rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Bisognosi di sicurezza e di identità nazionale, i cittadini del 2003 riscoprono la «convivialità».
La necessità della vita in comune e l'importanza di valorizzare il proprio paese o quartiere, al punto da risultare i più attaccati al territorio di nascita tra tutti gli europei. E se il nuovo trend inneggia alla vita collettiva, questa deve essere anche virtuosa ed eticamente responsabile verso gli altri. L'83% ha infatti dedicato il proprio tempo a persone depresse, quasi il 60% ha donato soldi ad associazioni no profit, il 26,6% ha svolto attività di volontariato ed il 20,8% ha adottato bambini a distanza.
La vita salutista diventa stile.Valori negativi il il bere, fumare, mangiare troppo e muoversi poco. E gli italiani scelgono di vivere bene partendo da alimentazione e sport. Per la gioia di palestre e beauty farms, quest'anno è salita di 37 punti la percentuale di attivisti sportivi (contro il 34,7 del 2001), mentre il 30% confessa di sottoporsi a diete alimentari. Più stabili i dati su fumo e consumo di vino tra gli adulti, mentre i giovani tra i 14 ed i 19 anni bevono più di quanto dovrebbero, soprattutto fuori pasto. All'interno di un quadro più generale, insieme al 60% di intervistati proiettati verso il benessere fisico, c'è un indefesso 37% di «dissoluti» che di rinunciare a fumo, alcol e cibo non vogliono nemmeno sentir parlare.
Paure vecchie e nuove.Tre gli spauracchi più temuti dalla gente. Sebbene in ambito europeo l'Italia sia un luogo sicuro (12ª in un'ideale classifica Ue, con 386,65 delitti ogni 10mila abitanti), il 60% della popolazione è terrorizzata dal crimine, il 51% teme la microcriminalità e solo l'11% si sente tranquillo nell'attraversare a piedi di notte il proprio quartiere. Dopo furti, rapine, aggressioni e racket (denunciato da oltre il 76% degli imprenditori del Sud), la seconda paura è rappresentata da guerra (temuta da quasi l'85%) e terrorismo, considerato dall'82,5% il numero pubblico numero uno. La terza angoscia è legata alla salute: tra il 2001 e il 2003 il timore di antrace, vaiolo, guerra batteriologica e sars, hanno preoccupato più del 70% degli intervistati. Contraddittori come pochi, gli italiani inseguono i virtuosismi, ma ristagnano nelle solite insufficienze. Restiamo un popolo che ha la percentuale più bassa di laureati rispetto al resto d'Europa. E ci si indebita per acquistare elettrodomestici, automobili e motociclette. (a.d.a)