Addio alla ciminiera della Locatelli
ROBBIO. La città dice addio alla ciminiera dell'ex-Locatelli. Il consiglio ha infatti votato all'unanimità l'abbattimento, per ragioni di sicurezza, di uno dei simboli del passato industriale lomellino. La polemica è scoppiata invece sulla discussione relativa alle sorti dell'ex-cinema Nicola, destinato a diventare un palazzo alto 15 metri con 18 appartamenti e 250 metri quadrati di negozi. Il capogruppo consiliare della minoranzadi centrosinistra, Giovanni Girotto, non ha esitato a parlare di «scelte e decisioni che non vanno nell'interesse della collettività».
Girotto ha inoltre sottolineato che veniva assunto un provvedimento «slegato da qualsiasi valutazione urbanistica più generale».
Il sindaco Mario Arcelloni, lasciati gli aspetti tecnici del problema all'assessore Gianmario Casè, ha affrontato il nodo politico, respingendo le accuse di prestarsi ad interessi slegati da quelli della collettività.
«Si stia attenti ad usare certi termini - ha ribattuto a muso duro il primo cittadino, cercando di contenere poi le intemperanze del consigliere di maggioranza Rino Bono insofferente alle frecciate che venivano dai banchi dell'opposizione - se si va a toccare questi temi, ci sarebbe da dire anche per il passato. Nel caso specifico riteniamo che l'iniziativa edilizia proposta, nel pieno rispetto delle leggi, vada nella direzione di qualificare la natura residenziale di viale Gramsci, consentendo fra l'altro al Comune di incamerare ben 165 mila euro di oneri di urbanizzazione, che verranno usati a favore dei cittadini».
Con 11 voti a favore e 5 contrari è stato cosi approvato il piano integrato presentato dai proprietari dell'immobile che, in deroga al piano regolatore, sulla base di una legge regionale, partendo dal presupposto che la struttura non è diversamente recuperabile, consente di modificare la destinazione da commerciale anche a residenziale ed elevare notevolmente gli indici di edificabilità. Sempre con provvedimenti speciali del consiglio comunale, assunti a maggioranza, sono stati autorizzati un piano di recupero in vicolo Mergozzo ed un altro su un'area situata in via Mortara.
Tutti d'accordo, invece, nel decidere di abbattere la ciminiera della ex-Locatelli, che secondo il piano iniziale di recupero dell'area dismessa doveva essere mantenuta come simbolo d'archeologia industriale. Il primo cittadino, con il conforto del parere dei tecnici del Genio civile, ha motivato la decisione con la pericolosità del manufatto, che l'abbattimento degli edifici circostanti, ha reso instabile. Il consiglio comunale è stato seguito, fra il pubblico,anche da Fabrizio Ghibriali, referente di Rifondazione comunista, che al termine della seduta ha rilasciato una dichiarazione di disapprovazione del comportamento della minoranza. «Avevamo concordato una linea diversa, che rimarcasse in modo più forte la dissociazione della minoranza dalle scelte urbanistiche della maggioranza - evidenzia l'esponente politico - ciò non è avvenuto. Di qui il giudizio non positivo».
Enrico Barberis