La giustizia dei minorenni Confronto sulla riforma
VIGEVANO.Non mancano i dubbi sulla riforma della giustizia minorile in Italia. Oltre ai tatticismi politici che hanno portato alla bocciatura della legge delega alla Camera, non mancano anche tra i rappresentanti della Lega punti di vista diversi. Sul futuro e sulla ragioni della riforma in atto si è discusso l'altra sera alla sala Pertini, nel corso di un convegno organizzato dalla 'Associazione donne padane". Ha aperto la serata il capogruppo della Commissione Giustizia della Lega Nord, onorevole Carolina Lussana.
La parlamentare ha ricostruito il tormentato iter di un cambiamento legislativo che per la maggior parte delle forze politiche è necessario, ma che non riesce a decollare. Con la parlamentare leghista, si sono confrontate l'avvocato Simona Norreri, consigliere della Consulta Giustizia della Lega Nord, e la psicologa Cristina Saottini, consulente del Tribunale di Milano per i minorenni. A moderare il dibattito c'era Rosanna Sapori, giornalista di Radio Padania Libera.
«E' da vent'anni - ha sottolineato l'onorevole Lussana - che l'esigenza di riformare questo delicato settore della giustizia è sentita come necessaria. Sono troppi gli organi necessari che si occupando di questa materia. E' per questo motivo che è necessario unificare il settore».
Secondo la parlamentare leghista, le soluzioni percorribili sono due: un tribunale per le famiglie e per i minori o sezioni specializzate dei minori e delle famiglie presso ogni tribunale ordinario. Ed è su quest'ultima formula che ha puntato il ministro Castelli, anche per essere vicino territorialmente alla popolazione.
Sulla prospettiva di riforma ha sollevato qualche perplessità la consulente del Tribunale dei minori di Milano, Cristina Saottini.
'C'è una profonda differenza tra le competenze cosi come sono organizzate ora - ha precisato la psicologa -. Il tribunale ordinario non si occupa del malessere dei minori, dove la matassa umana è intricatissima e dove la certezza non esiste. Altra cosa sono i conflitti tra adulti".
Interessante e provocatoria la domanda della moderatrice che racconta la vicenda di una famiglia alla quale sono stati sottratti i figli, per problemi economici.
'E' capitato spesso pure a me di confrontarmi con storie del genere - ha rilanciato l'avvocato Simona Norreri - La riforma però va fatta, anche perchè la società sta cambiando profondamente". (m.s.)