Tagli e tempo pieno «Scuola penalizzata»
VOGHERA. «Anche in provincia la scuola corre un grosso rischio, sia per quanto riguarda la sopravvivenza del tempo pieno che per i finanziamenti, che arrivano con il contagocce». A parlare è la parlamentare Ds Piera Capitelli, che ieri non ha potuto essere a Roma, alla grande manifestazione contro la riforma Moratti, ma che - spiega - avrebbe tanto voluto esserci. «La scuola pubblica rischia per la politica complessiva che si sta facendo - sottolinea Capitelli - che è di impoverimento della stessa scuola e di sostegno del libero mercato. Per vederne gli effetti, a partire dal prossimo anno dobbiamo incrociare le ultime Finanziarie».
«Quest'anno non si sono avuti effetti drammatici perchè le risorse destinate in anticipo alla scuola dell'obbligo sono state dirottate ancora sul tempo pieno - sottolinea Capitelli - Ma va detto che non si è avuta una classe di tempo pieno in più, e che i dirigenti scolastici stanno facendo sforzi per garantire il tempo prolungato». La parlamentare diessina prosegue nella propria analisi. «Questa riforma - dice - ed è chiarissimo dal decreto applicativo della legge 53, fa sparire il tempo pieno come modello pedagogico, quindi la protesta che si sta attuando un po' in tutta Italia contro i tagli che ricadono sulle famiglie è del tutto giustificata da due punti di vista: perchè i genitori hanno bisogno di un modello di scuola più lungo nel tempo visto che devono lavorare, ma soprattutto perchè c'è stato un forte riconoscimento da parte delle famiglie del valore pedagogico del tempo pieno. Perchè il tempo è un valore in sè, il poter fare attività in un periodo più lungo favorisce la creatività, tutte le potenzialità migliori del bambini».
Piera Capitelli concentra l'attenzione sul territorio. Anche in provincia di Pavia è in atto un tentativo di espansione della scuola privata - rileva - e dall'altra parte c'è la richiesta delle famiglie di aumentare il tempo pieno. Rispetto ai tagli la partita è aperta sulle scuole dell'infanzia: non c'è stata espansione della scuola materna statale. E il ministro anche alle paritarie non ha concesso molti fondi per espandere le materne, semmai l'ha fatto in modo sbagliato e ideologico attraverso il buono scuola».
Secondo la parlamentare pavese «il prossimo anno la Finanziaria prevederà ulteriori tagli di organico, e all'autonomia scolastica». E spiega: «La legge 440 assegna fondi alle scuole affinchè programmino attività varie: con questa sono tre Finanziarie che tagliano i fondi destinati alle istituzioni scolastiche, che sono già in ginocchio. Credo che si debba ricominciare da capo come hanno fatto molti dirigenti scolastici, compresa la sottoscritta, negli anni Ottanta, quando si sono compiute buone sperimentazioni con il solo contributo degli insegnanti».