«Vaccinazioni pediatriche: i genitori devono essere informati»
PAVIA. «Le nuove vaccinazioni non obbligatorie nel rapporto pediatra-genitori»: l'argomento è stato trattato ieri mattina a Palazzo Mezzabarba. Un confronto necessario. Da una recente ricerca condotta dalla Società Italiana di Pediatria su un campione di 1.000 mamme, risulta infatti che in Italia c'è un'adesione spontanea alle vaccinazioni inferiore rispetto alla maggioranza delle nazioni occidentali. Sul banco degli imputati figura soprattutto la scarsa informazione, come ha messo in rilievo anche Enrico Polito, responsabile del reparto di Patologia Neonatale del Policlinico San Matteo di Pavia.
«I risultati della ricerca - afferma Polito - mettono in evidenza la grande esigenza di informazioni delle famiglie italiane. Sentire parlare ancora di pericolosità o inutilità delle vaccinazioni è un chiaro segnale che non siamo ancora riusciti a creare una cultura adeguata della prevenzione. I pediatri fanno già molto: ma bisogna fare di più soprattutto per convincere i genitori che, indipendentemente dagli eventuali obblighi, vaccinare è la maniera più efficace per attuare una corretta prevenzione delle malattie infettive, anche per quelle meno diffuse: come ad esempio le meningiti».
Per il professor Giorgio Rondini, direttore del Dipartimento di Scienze Pediatriche, la non obbligatorietà di alcune vaccinazioni non deve trarre in inganno. «Pensiamo al morbillo. La copertura vaccinale grantita sino ad oggi risulta ancora insufficiente. La provincia di Pavia ha raggiunto infatti il 70% di copertura: una percentuale che non basta a scongiurare il rischio di una vera e propria epidemia nei prossimi tre mesi».
Vaccinare quindi sempre e comunque, anche in caso di malattie per le quali non è obbligatorio? La risposta è arrivata dal professor Roberto Burgio, uno dei padri della moderna pediatria italiana. «La vaccinazione è innanzitutto un fatto etico, perché rientra nella protezione della salute collettiva. Perciò la questione se rendere obbligatorie alcune vaccinazioni, come chiedono le famiglie, deve riguardare più che altro un'assunzione di responsabilità da parte degli stessi genitori».
Ma qual è, in sintesi, l'atteggiamento dei genitori nei confronti delle vaccinazioni? Sembra che la grande maggioranza sia costituita dagli incerti, cioè da coloro che lamentano informazioni spesso contrastanti e che si sentono in grado di valutare i pro e i contro della vaccinazione.
«In molti casi - aggiunge Maurizio Tucci, giornalista scientifico - la resistenza del genitore è dettata solo dalla preoccupazione di assumersi una responsabilità che gli compete per ruolo ma che sente di non sostenere. Importantissima è quindi la figura del pediatra, considerato dalle mamme il punto di riferimento più importante per ciò che riguarda la gestione delle vaccinazioni».
Maria Fiore