Un secco no all'inceneritore dei rifiuti

TORTONA. C'è la popolazione pronta a mobilitarsi per scendere in piazza contro la realizzazione dell'inceneritore di rifiuti urbani che la Provincia di Alessandria potrebbe costruire a Rivalta Scrivia o a Novi Ligure. E il sito di Rivalta è quello più idoneo secondo alcune tesi. La situazione è stata discussa alla frazione Bettole in un dibattito pubblico. Il presidente del «Movimento di Lotta per la salute», Lino Balza, ha radunato tutte le associazioni ambientaliste della zona. In particolare Lino Balza ha sottolineato la situazione che si sta verificando a Brescia, dove si trova appunto l'inceneritore che la Provincia di Alessandria e il consorzio smaltimento rifiuti ovadese-Valle Scrivia hanno preso di esempio per la realizzazione dell'impianto.
Secondo Balza la situazione è grave anche perchè dai documenti ufficiali risulta che il sito verrà scelto dopo le elezioni di primavera.
«Noi invece vogliamo discuterne subito, perchè i cittadini devono sapere prima di votare e non dopo: devono essere loro a decidere se vogliono o meno l'inceneritore. Secondo noi si stanno raccontando delle cose non vere sull'impianto di Brescia, propagandato come un gioiello tecnologico. Invece non è per nulla considerato modello con virtù ambientali da parte dei comitati bresciani che lo stanno strenuamente combattendo».
Balza ha portato all'assemblea una voluminosa relazione sugli aspetti negativi che un inceneritore della portata che si vuole realizzare a Tortona o Novi Ligure (100.000 tonnellate di rifiuti all'anno) si verificherebbero nella zona. Per Balza si tratta soprattutto di un «affare» per chi gestirà l'impianto.
«A Brescia - ha dichiarato - l'inceneritore da solo contribuisce per il doppio delle emissioni delle altre 58 aziende che si trovano nella zona Fiat per quanto riguarda gli ossidi di azoto che per altre sostanze inquinanti. A Tortona o a Novi Ligure sarebbe lo stesso. Il problema però riguarda anche le polveri e le ceneri che verranno stoccate in discarica. Siamo preoccupati perchè, come probabilmente potrebbe verificarsi, queste sostanze residue finiranno in una discarica della zona. Vogliamo dimostrare a suon di documenti che l'inceneritore non distrugge assolutamente nulla, è una grande industria chimica insalubre che trasforma la materia prima (i rifiuti) in una piccola porzione di energia (30% del potenziale) e in una colossale quantità di altre sostanze aeriformi e solide inquintanti per decine di chilometri dai suoi camini alti 100 metri».
«Dimostreremo al di là di ogni ragionevole dubbio che la scelta dell'inceneritore determinerebbe automaticamente il fallimento di ogni politica provinciale corretta sulla gestione e dei rifiuti». Le associazioni ambientaliste che si schierano contro la realizzazione dell'impianto sono pronte ad organizzare manifestazioni e scendere in piazza per dire un secco no alla costruzione di questo termovalorizzatore che sarebbe deleterio per tutto l'ambiente circostante.