Dai punti alle polizze

S apete chi ha proposto per primo in Italia lo strumento della patente a punti? E' stata l'ACI, alla Conferenza di Stresa del 1985. In quella proposta l'ACI aveva già formulato l'idea di agganciare i punti persi all'assicurazione.. Al concetto di 'sinistrosità", per valutare la classe di rischio dell'assicurato, si sarebbe sostituito quello di 'pericolosità", dato dai punti persi per infrazione. Si capisce che in tal modo l'effetto deterrente della nuova patente sarebbe stato doppio.
Perché la perdita di punti avrebbe comportato anche un aumento della polizza. Facciamo però un inciso sulla patente a punti con Angelo Dabusti, il Presidente dell'ACI di Pavia. «Ci sono degli aspetti della nuova normativa che all'ACI non vanno bene - esordisce Dabusti -. Il primo é quello della responsabilità oggettiva: é assurdo e anticostituzionale che si colpisca il proprietario della vettura quando alla guida c'é un'altra persona.
Il secondo punto riguarda i corsi di recupero, che sono troppo vaghi. Se io perdo dei punti per eccesso di velocità, cosa torno a fare alla scuola guida? A sentirmi dire che devo andare più piano?
No, ci vuole qualcosa di più incisivo, di più utile.
L'ACI - prosegue il Presidente dell'ACI - ha già proposto dei corsi di guida sicura, istruttivi, anche perché molta gente spesso non sà come si guida sul bagnato o come si frena con l'Abs.
L'ACI é pronto a confrontarsi con chiunque per la soluzione dei vari problemi...».
Presidente, cosa significa chiunque?
«Chiunque significa tutti - precisa Dabusti -. Cominciamo dall'alto, dall'Europa, da Bruxelles, che legifera in materia di mobilità e di ambiente. L'ACI per prima dice che la mobilità é un diritto sancito dalla Costituzione. E non si può certo accettare che tutto si riduca ad essere un pretesto per un continuo salasso dei malcapitati che possiedono un mezzo per la loro mobilità, soprattutto un'automobile. Un calo di incidenti, dopo l'introduzione della 'famosa" patente a punti, indubbiamente c'é stato. Ma forse non tutti sanno che la patente a punti é stata una scoperta dell'ACI. La patente a punti - ricorda il Presidente dell'ACI di Pavia - é stato un deterrente forte sul cittadino. Ma pochi sanno che già da tempo l'ACI predica che venga applicato un 'aggancio" fra i punti eventualmente persi all'assicurazione auto che ognuno deve pagare se intende circolare...»
L'ACI, anche per bocca del Presidente di Pavia, resta scettica sul modo di recuperare i punti eventualmente persi attraverso le autoscuole. La proposta che l'ACI ha formulato intende invece agganciare gli eventuali punti persi al costo annuo dell'assicurazione, al concetto della pericolosità data dai punti persi.
«L'ACI si sta attivando al fine di organizzare dei corsi deidicati ai propri Soci al fine del recupero dei punti persi. Corsi di 'educazione" che vanno al di là al recupero dei punti previsti dalla Legge. E le finalità sono anche quelle di un'educazione alla guida. A Verona si é avuta una panoramica completa riguardo alla sicurezza. Sulla sicurezza, tutto ciò che si é fatto fino ad oggi può andar bene: ma tutto ciò che si é fatto, evidentemente, non é entrato nell'animo degli amministratori.
L'automobile in sé ha fatto dei passi concreti e dei miglioramenti: é più sicura ma costa anche di più. La classe politica deve trovare dei modi per incentivare gli acquisti per l'auto, riducendo magari le tasse nei vari passaggi. La mobilità oggi - conclude il Presidente Dabusti - ha un costo eccessivo. Ritengo che sia anticostituzionale che venga colpito il proprietario dell'auto».