Viaggio alla scoperta dei parchi scientifici
CAMBRIDGE.«Cosi Pavia impara da Cambridge»: cosi titolavamo un anno fa (10 dicembre) il nostro reportage dalla capitale europea del biotech. Ermanno Gherardi, che avevamo incontrato al Laboratory of Molecular Biology del Medical Research Centre, aveva spiegato, sulla base della sua esperienza in terra inglese, in che modo a suo giudizio Pavia potrebbe realizzare un parco scientifico, completando le molteplici attività già ora esistenti. Gherardi indicava tre condizioni alle quali il trasferimento tecnologico e il Polo scientifico potrebbero diventare vincenti a Pavia: «La prima è che l'Università abbia una ricerca di base forte e stabile. La seconda è che essa possieda strumenti efficaci per tutalare la propria 'proprietà intellettuale, cioè i brevetti. La terza è quella di disporre di un'area attrezzata a fianco dell'Università in cui la ricerca diventi ricerca & sviluppo». Non «clonare Cambridge», quindi, secondo Gherardi, ma imparare dagli errori commessi altrove per costruire un parco scientifico vincente in Italia e in Europa. Gherardi ci aveva accompagnato in visita agli otto parchi scientifici di Cambridge lungo la tangenziale che va verso est. Un'incredibile concentrazione di aziende. (s. c.)