«Più risorse e più autonomia»
PAVIA. Non è solo una banale (anche se spesso fondamentale) questioni di soldi. In gioco sono anche i principi dell'autonomia finanziaria, del federalismo, dell'idea di Paese in cui tutti dicono di credere in questi ultimi anni. E' questo il senso della relazione che, ieri pomeriggio nella sala del consiglio provinciale, il presidente dell'Anci Lombardia, Giuseppe Torchio, ha illustrato ai sindaci pavesi e agli amministratori locali presenti. Tutti preoccupati, comunque, dei tagli ai Comuni, in particolare quelli di piccole dimensioni, previsti dalla Legge Finanziaria 2004.
Una legge comunque, ha ricordato Torchio, riprendendo l'intervento precedente del presidente della Provincia, Silvio Beretta (il quale, come il sindaco di Pavia, Andrea Albergati, ha portato il saluto al presidente dell'Anci), che potrebbe essere modificata al suo passaggio alla Camera.
Nella limitazione dell'autonomia finanziaria degli enti locali - Comuni, Province, Regioni - vi è anche una contraddizione forte: da tempo, infatti, il governo centrale trasferisce competenze agli enti locali - basti pensare al passaggio delle strade dall'Anas alle Province - senza passare le sufficienti risorse economiche. Non solo: spesso viene impedito ai Comuni di regolare la loro forza impostitiva: «E' possibile che un Comune voglia giocare la propria faccia chiedendo ai cittadini di pagare un'imposta di scopo, ad esempio per costruire una scuola o un'opera pubblica ritenuta indispensabile: questo non è possibile», ha sottolineato Torchio. Come non è possibile, per i Comuni che non avevano applicato l'addizionale Irpef, di farlo ora. Questi limitazioni, inoltre, si scontrano con altri due elementi, diventando fonte di ulteriori contraddizioni. Da un lato il governo di centrodestra invita i cittadini al «consumo» per rilanciare l'economia, ma impedisce, o limita, agli enti locali - quindi al territorio - di aumentare gli investimenti, e quindi di creare posti di lavoro e ricchezza; dall'altro gli enti locali, come ha confermato un'analisi della Corte dei Conti, hanno rispettato il patto di stabilità e di questo dovrebbero essere premiati. Infine Torchio, come presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni della Lombardia, non ha potuto non ricordare come la Lombardia, centro vitale economico e imprenditoriale d'Italia, sia la regione che sopporta le maggiori trattenute da parte dello Stato, in particolare per quello che riguarda il fondo perequativo. Ultimo elemento di discussione è stata la riforma delle fondazioni bancarie che hanno risorse finanziarie intorno agli 80mila miliardi: denaro che il governo vorrebbe sfruttare per le grandi infrastrutture: «Ma questo, ancor di più - ha concluso Torchio - andrebbe a limare gli interventi, indispensabili, che le fondazioni stesse attuano sul territorio locale». Sui tagli ai Comuni è intervenuto anche Pier Achille Lanfranchi, sindaco di Fortunago, che ha ricordato come chi fa politica «sbaglia gravemente nel non ascoltare la voce che arriva dai cittadini, dalle autonomie locali, dai Comuni che ne sono la diretta espressione». (f. ma.)