«Giovani e poco esperti»
ROMA. Sarebbero stati «giovani e poco addestrati» i kamikaze responsabili della strage di Nassiriya. Lo ha sostenuto il generale inglese Graeme Lamb, comandante della divisione multinazionale dalla quale dipende il contingente italiano in Iraq. Il comando sta indagando, parallelamente ai carabinieri, sia per identificare i mandanti dell'attacco sia per prevenire nuovi attentati. Intanto la vita torna a scorrere. Ieri, per la Brigata Sassari, sono riprese le attività di aiuto umanitario. La missione si è svolta nel distretto di An Nasr, 80 km a nord dalla base italiana. Sotto la scorta dei fucilieri del San Marco e dagli uomini della task-force Dimonios, un camion carico di vestiario e alimentari e un'ambulanza con infermieri e medicinali si sono spinti fino al villaggio di Attab.
Qui i militari italiani hanno distribuito agli abitanti del villaggio una ventina di scatoloni con indumenti, 200 chili di pasta, 50 di zucchero, confetture ed altri alimenti.
Continua a essere alta, invece, la tensione fra le truppe americane, tanto da far temere al Pentagono un «effetto Mogadiscio».
La fine del Ramadan per i sunniti e il clima di festa non hanno allentato le minacce e il malcontento serpeggia dopo il linciaggio, l'altro giorno, di due militari a Mosul, ritenuta una zona tranquilla dell'Iraq.
Un militare americano è stato ferito, ieri mattina in un attacco contro il convoglio con il quale viaggiava. Incidenti anche a Baaquba, a Nord-Ovest di Baghdad. Un membro della difesa civile irachena (Icdc) ha detto di essere stato aggredito e pugnalato da sconosciuti che gli hanno dato del «traditore» perché collabora con gli occidentali. E' andata meglio nella capitale irachena.
Un convoglio militare Usa è stato attaccato a colpi di razzo anticarro mentre attraversava il ponte al Shaab, senza che vi fossero vittime o feriti.
Destano preoccupazione, invece, i ripetuti incendi di gasdotti e oleodotti. Continua a bruciare un tratto di un importante gasdotto vicino a Kirkuk, nel Nord, danneggiato domenica da un'esplosione.
L'incendio, secondo un portavoce, è stato causato da un ordigno e le fiamme stanno devastando una condotta vicino al giacimento petrolifero di Jambur, 30 km a sud di Kirkuk. (a.g.)