«Mail bombing», la nuova protesta

VOGHERA.I rappresentanti dei genitori nei consigli di classe dell'istituto superiore Maserati-Maragliano dicono «no» all'unanimità alla proposta della Provincia di dividere la scuola a metà: Maserati col Baratta e sezione professionale Maragliano accorpata al Calvi.
Dello stesso parere è il personale amministrativo tecnico ausiliario che invita la giunta vogherese e il consiglio provinciale di Pavia a partecipare alla mobilitazione, in agenda per stamattina.
Una protesta, cui prenderanno parte, insieme al personale Ata, anche studenti, genitori e professori.
Ieri pomeriggio, nell'aula magna del Maserati, i portavoce delle famiglie si sono detti pronti a combattere fino all'ultimo al fianco della dirigenza scolastica: prima contro la Provincia, poi in Regione e, nel caso, ad oltranza. Tutti sono partiti dal sottolineare l'assenza di qualsiasi esponente delle istituzioni. Dalla platea un padre ha ricordato le promesse cadute nel vuoto. «Nell'aprile 2001, sotto elezioni - ha rimproverato -, il presidente della Provincia, Silvio Beretta, è venuto in questa stessa sala insieme agli assessori Poma e Todeschini per presentarci un fantasmagorico piano di ampliamento della scuola: un progetto da 1 milione e 174 mila euro. Ci hanno presi in giro?». Franco Cavallaro di Casei, padre di uno studente della 2^ B, è persino arrivato a suggerire l'idea del «mail bombing»: «Tempestiamo di messaggi email le caselle postali delle istituzioni. E' il momento di protestare uniti, di far sentire la nostra voce prima che sia troppo tardi». Un'altra signora, madre di due alunni del Maserati-Maragliano, ha osservato: «Mi dispiacerebbe se il Piano dell'offerta formativa di questa scuola venisse stravolto a causa di uno smembramento che nessuno vuole. Genitori, preside, professori, personale e più di 800 studenti chiedono alla Provincia di fermarsi».
Quindi ha portato la propria testimonianza: «L'avventura scolastica del mio primo figlio, che oggi frequenta la classe quarta, mi ha mostrato una scuola aperta all'innovazione, realmente aperta al dialogo con le famiglie».